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Beni Culturali / Accordo definitivo sul lavoro agile

La sperimentazione partirà a metà giugno o ai primi di luglio
15 mar. – Diventa definitivo l’accordo sul lavoro agile (smart working) per le lavoratrici e i lavoratori dipendenti dei Beni Culturali. Siglato due giorni fa, il 13 marzo, l’accordo prevede un anno di sperimentazione. “Si applica così la conciliazione vita/lavoro, con una organizzazione del lavoro che punta a valorizzare autonomia e responsabilità di addette e addetti garantendo pari opportunità, riconoscimento delle professionalità e delle progressioni di carriera. Ma anche promuovendo la mobilità sostenibile” commenta Felicia Russo, coordinatrice Fp Cgil Lombardia. Quanto personale è coinvolto? “Il 10% di ogni struttura, personale non dirigente di area I, II e III – risponde la sindacalista -. Le aree interessate sono quelle compatibili con l’attuale strumentazione tecnologica, considerato il basso livello di digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni. Quindi: la comunicazione (dalla gestione dei siti web alla programmazione di eventi), la predisposizione di atti amministrativi, incluse le risposte a istanze e reclami e le attività di analisi legate alle banche dati, studi, ricerche, predisposizione di modulistica, documentazione tecnica, ecc. Attività che saranno monitorate trimestralmente”. Come si potrà articolare la prestazione a distanza? “Garantendo l’85% della contattabilità nell’arco della giornata e prestando attività fuori sede una volta alla settimana per un massimo di 5 giorni al mese”.
Che criteri seguiranno le graduatorie? “Saranno valutate le situazioni di disabilità psico-fisica dei dipendenti, partendo da quelle più gravi, e poi le esigenze familiari di cura (dai figli di età inferiore ai 3 anni sino a quelli tra i 12 e 14 anni, e ancora le necessità di assistere coniugi, compagni, genitori, fratelli o sorelle e così via)”. Non sono criteri, questi, che indicano anche una certa difficoltà del nostro welfare? “Senz’altro. Come presumibilmente saranno più le lavoratrici a fare domanda per lo smart working. Come sindacato ci batteremo sempre per rappresentare e rispondere alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori. Quando la richiesta di lavoro agile non sarà più legata a esigenze di cura ma a più ampio spettro di vita la nostra sarà una società migliore”.
tiziana.altea | 15 marzo 2019, 11:00
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