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Cooperative sociali: firmata la preintesa del contratto nazionale

Ora parte la consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori, che si concluderà il 15 maggio
29 mar. – “A distanza di quasi sette anni dall'ultimo rinnovo e dopo una trattativa durata quasi due anni è stata siglata l'ipotesi di un nuovo contratto della cooperazione sociale che interessa decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori in Lombardia e centinaia di migliaia a livello nazionale. Un risultato importante che ora verrà sottoposto al vaglio delle assemblee”. Gilberto Creston, segretario Fp Cgil Lombardia, in quanto componente della delegazione trattante nazionale ha partecipato alle trattative che hanno portato, nella notte del 28 marzo, alla pre-intesa del ccnl 2017-2019 delle cooperative sociali. Interessati dal rinnovo sono circa 350mila lavoratrici e lavoratori. “Finalmente anche in questo settore ripartono le dinamiche salariali. L'accordo è importante per gli aspetti economici e lo è anche per la parte normativa. Viene rafforzata la contrattazione di secondo livello; viene fissato il principio che la parte normativa non può essere manomessa dai regolamenti aziendali; vengono riconosciuti i tempi di vestizione; viene rafforzato il principio che le flessibilità devono essere contrattate. Tanti punti importanti che qualificano positivamente questo difficilissimo rinnovo” rileva il sindacalista.
Dal punto di vista economico l’incremento medio a regime è di 80 euro (da corrispondere in 3 tranche: 35 euro a novembre 2019, 25 euro ad aprile 2020, 20 euro a settembre 2020), più c’è un’una tantum di 300 euro (in due tranche: 200 euro alla firma del ccnl e 100 euro a luglio 2019). Ma a questo si aggiunge, come rileva Michele Vannini, segretario nazionale Fp Cgil, “l'aumento della quota a carico delle aziende sulla previdenza complementare che passa dall'1% all'1,5% insieme alla conferma dello stanziamento di 5 euro già impegnati dal contratto sulla sanità integrativa. Introduciamo poi limitazioni alla precarietà e processi di stabilizzazione, così come sul tema degli orari di lavoro abbiamo ripristinato il diritto alle 11 ore di riposo tra una prestazione e un'altra”. Tramite la contrattazione vengono inoltre introdotte misure per contrastare l’abuso delle notti passive. Ma non finisce qui. “Abbiamo effettuato un'operazione di importante rivisitazione del sistema di classificazione inserendo profili che ne erano esclusi, quali ad esempio quelli legati ai servizi per l'accoglienza e la regolamentazione delle attività non frontali all'utenza per gli educatori nei servizi 0-6" spiega Vannini.
Per il segretario nazionale questo è “un contratto che guarda al futuro delle lavoratrici e dei lavoratori” e attraverso il quale il sindacato non solo si impegna “ad affrontare temi delicatissimi, quali l'inidoneità alle mansioni, le crisi aziendali e l'introduzione di strumenti di accompagnamento alla pensione che favoriscano lo scambio generazionale”. Ma anche migliora i diritti, ad esempio in materia di comporto per terapie salvavita o con i congedi per le donne vittima di violenza.


tiziana.altea | 29 marzo 2019, 10:09
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