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Le ragioni del futuro pubblico

Domani la manifestazione unitaria a Roma “Futuro è Servizi Pubblici”. Vanoli (Fp Cgil Lombardia): “le ragioni della mobilitazione unitaria sono le ragioni di chi vuole tutelare e valorizzare i diritti di cittadinanza e coloro che li rendono possibili”

7 giu. – “Domani saremo in piazza con la fierezza, la responsabilità e la determinazione delle lavoratrici e dei lavoratori dei settori pubblici che quotidianamente ‘si prendono cura’ delle cittadine e cittadini del paese, erogando loro diritti. In piazza perché futuro è pubblico”. Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa della Lombardia, nel rilanciare le ragioni della manifestazione unitaria a Roma “Futuro è Servizi Pubblici”, hanno evidenziato come queste siano le stesse per tutto il lavoro pubblico del paese e passano da tre nodi centrali: risorse economiche e umane, rinnovi contrattuali.

Il report presentato nei giorni scorsi dalle categorie nazionali mostra un quadro impietoso. Per il “decennio devastante per il pubblico impiego”, cioè gli anni dal 2008 al 2017, vista la riduzione del numero di lavoratrici e lavoratori (-7,5% dipendenti, pari a 257.661 unità). Per il salire, invece, della loro età media, passata dai 47,19 anni del 2001 ai 50,64 anni del 2017. Per il blocco della retribuzione media complessiva, che dai 34.687 euro del 2010 è passata ai 34.491 del 2017.

Le carenze di organico saranno aggravate dai prossimi pensionamenti più i quotisti, per cui si prevedono oltre 500mila fuoriuscite. A fronte di 33mila assunzioni straordinarie previste dalla manovra 2019 che dovrebbero dare un po’ di fiato fino allo sblocco del turnover prescritto per metà novembre 2019. Tuttavia, non solo i nuovi assunti saranno spalmati presumibilmente sui prossimi 5 anni ma non potranno fruire di quel trasferimento di competenze da parte dei dipendenti che nel frattempo saranno andati in pensione. “Anche questo aspetto, che viene poco considerato, è molto preoccupante – sostiene Manuela Vanoli, segretaria generale Fp Cgil Lombardia -. E mostra una volta di più come manchi una visione di sistema per il buon funzionamento della macchina pubblica. Vogliamo e dobbiamo cambiare questa situazione”.

Anche la situazione dei contratti nazionali non è rosea. “Primo fra tutti il contratto della sanità privata che aspetta da più di 12 anni il rinnovo e per questo la Lombardia sciopererà unitariamente martedì 18 giugno” rileva Vanoli. E, ancora non è rosea “per le assolutamente insufficienti risorse economiche stanziate a oggi per il rinnovo del triennio 2019-2021 dei contratti pubblici”.

Per poter erogare migliori servizi pubblici servono assunzioni, investimenti, contratti. “Dire futuro è pubblico significa che ci riguarda, tutte e tutti. Non solo in quanto lavoratrici e lavoratori, ma anche da cittadine e cittadini. Le ragioni della mobilitazione unitaria sono le ragioni di chi vuole tutelare e valorizzare i diritti di cittadinanza e coloro che li rendono possibili. Dunque vediamoci tutti in piazza domani” chiude Vanoli.

tiziana.altea | 10 giugno 2019, 17:03
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