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Peo e conciliazione al centro della contrattazione negli enti locali comaschi

Macrì (Fp Cgil): i due risultati ottenuti confermano l’importanza sia della parte economica che della parte normativa del contratto decentrato
5 giu. – “Su un centinaio circa di comuni che seguiamo abbiamo chiuso il contratto decentrato nella sua parte normativa in almeno il 60% dei casi”. Stefania Macrì della Fp Cgil Como fa il punto sul percorso che dal rinnovo del contratto nazionale 2018 delle funzioni locali sta seguendo la contrattazione di secondo livello nel suo territorio. “I due risultati principali sono senz’altro le progressioni economiche orizzontali e la flessibilità oraria. Nuove risorse sono state sbloccate dal contratto nazionale e dai pensionamenti e questo ci ha dato margini migliori in trattativa” afferma la sindacalista. Tra i comuni coinvolti Macrì segnala, oltre a Como, Alzate, Cernobbio, Lambrugo, Laglio, Binago, Cermenate, Bellagio, Moltrasio. Ci sono comuni più grandi ma anche quelli “molto piccoli, dove le problematiche sono forse più sentite per i numeri inferiori di personale e le tante attività comunque da gestire. Con la contrattazione decentrata diamo un po’ di respiro anche a loro – spiega Macrì -. Da gennaio stiamo tenendo assemblee tra le lavoratrici e lavoratori che rivendicano il riconoscimento di carriera, gli scatti economici, per cui ottenere le progressioni è stata una buona risposta per loro – spiega Macrì -. Ma anche sulla revisione degli orari hanno battuto il chiodo: la conciliazione dei tempi di vita e lavoro è un tema importante, soprattutto per le donne, ma anche diversi padri ce ne hanno fatto richiesta. E questo sta a significare come non solo la partita economica sia importante per i lavoratori, ma anche quella normativa”.
tiziana.altea | 05 luglio 2019, 17:33
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