Cerca

Progettare per il carcere

Dal convegno regionale sul POR FSE 2014-2020. Campagna (Fp Cgil Lombardia): “una scommessa sulla sicurezza sociale”
8 lug. – “Progettare in carcere o progettare per il carcere? In un modo o nell’altro per il carcere si progetta, e l’ente regionale anche per quest’anno ha deciso di intervenire attraverso il consolidamento di interventi già in essere o sul territorio in un’ottica di prevenzione della recidiva”. Barbara Campagna, coordinatrice Fp Cgil Lombardia, nei giorni scorsi ha partecipato al convegno organizzato presso la sala Biagi della Regione e relativo al POR FSE 2014-2020, il programma operativo regionale del fondo sociale europeo per progetti di consolidamento degli interventi di accompagnamento all’inclusione socio lavorativa delle persone sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria. “Erano presenti i massimi vertici istituzionali degli istituti di detenzione, direttori e comandanti, il neo Provveditore Pietro Buffa, la dirigente degli Uffici di servizio sociale minorenni Francesca Perrini e la dott.ssa Patrizia Ciardiello dell’ Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna di Milano - racconta la sindacalista -. Nella seconda parte della mattinata, la dirigente regionale Claudia Andreoli ha presentato i progetti finanziati quest’anno, che coprono i territori di Bergamo, Brescia, Como, Crema, Lodi, Mantova, Milano, Monza, Pavia, Sondrio. In totale sono 32 i progetti per il settore adulti, mentre sono di meno quelli presentati dalle associazioni che li hanno promossi e seguiti quelli per la popolazione minorile, visti i numeri più bassi negli istituti penitenziari”. A quanto ammontano i finanziamenti? “Per il settore adulti sui 3.734.327 euro. Hanno avuto il front office di Caritas, associazionismo vario e promozioni di housing sociale, percorsi di empowerment e inclusione lavorativa come nel caso di ‘Fuoriluogo’ a Sondrio” risponde Campagna. Per quanto riguarda le persone in misura di sicurezza sul territorio? “Sono quasi 12.000 queste persone e per loro si è promosso il partenariato fra associazioni. E’ stato citato nello specifico il caso di Cremona, dove si è prestata una particolare attenzione per progetti di ‘messa alla prova’ coprendo le esigenze delle persone che scontano la condanna sul territorio”. È stato un incontro utile, dunque? “Quando si esce da queste iniziative si ha spesso la sensazione di una scommessa sulla sicurezza sociale, fatta non solo di contenimento ma anche di valorizzazione e potenziamento delle risorse ancora da scoprire nella marginalità. Cioè – continua Campagna – di una declinazione concreta della nostra Costituzione che guardando la pena come fatto sociale crede nel recupero della persona. Avere visione, sapere anticipare problemi futuri, significa anche essere messi nella condizione di poterli gestire per tempo, in modo da non farli presentare”. Ma è così? “La volontà è buona cosa ma poi devono esserci azioni e risorse conseguenti per attuarla”.
tiziana.altea | 08 luglio 2019, 16:50
< Torna indietro