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INPS / Nuovi assunti ma senza sedi

La Fp Cgil saluta positivamente le nuove assunzioni nell’ente previdenziale ma, come sottolinea la coordinatrice Trevisani mancano sedi e strumenti per via dei tagli alla spesa operati negli anni
5 lug. – “Dopo anni di continua perdita di personale, migliaia di nuovi colleghi sono finalmente arrivati nel nostro istituto. Dalla CGIL benvenuti nel mondo INPS!”. Così il coordinamento nazionale Fp Cgil Inps, nei giorni scorsi, quando i circa 3000 nuovi assunti si sono incontrati in videoconferenza dalle sedi di tutta Italia dell’istituto previdenziale per fare formazione. “Questa immissione di nuovo personale è fonte di sollievo per i colleghi delle sedi, che da anni fronteggiano con sacrificio e senso di responsabilità il continuo aumento dei carichi di lavoro, dovuto ai pensionamenti e alle nuove funzioni attribuite in questi anni all’INPS. Per la CGIL, dopo anni di lotta contro il blocco del turn-over e la spending review – causa della drammatica riduzione del personale – le assunzioni di oggi rappresentano ossigeno” aggiunge la categoria, evidenziando come questo risultato sia frutto di un percorso impegnativo ma determinato da ambe le parti, sindacato e amministrazione.
Ma son tutte rose e fiori? Lo abbiamo chiesto alla coordinatrice Fp Cgil Antonella Trevisani. “La grossa questione che sta emergendo nelle diverse sedi sul territorio deriva dalla riduzione dei costi operata dalla spending review. In questi anni l’istituto si è visto costretto a ridimensionare gli spazi logistici in proporzione al numero degli organici e adesso si trova in difficoltà nell’allocare queste nuove persone assunte”. Anche in Lombardia? “Da noi forse ci sono i problemi maggiori. A Milano hanno riaperto uno stabile in ristrutturazione per trovare gli spazi adeguati al nuovo personale per il quale, peraltro, si è rimasti nell’incertezza fino alla fine sia nei numeri sia nelle tempistiche- risponde Trevisani-. In Lombardia le nuove unità previste sono oltre 600. Poi ci sono state alcune rinunce ma i numeri restano consistenti e l’amministrazione qui, come nel resto del paese, non ha avuto il tempo di organizzarsi nemmeno per la strumentazione: mancano pc, sedie e scrivanie, per intenderci”. Quindi ci sono i lavoratori ma non ci sono le sedi dove farli lavorare o, se va bene, gli strumenti perché siano operativi? Trevisani annuisce e commenta: “Lo ribadisco: la possibilità di nuove immissioni rischia purtroppo di essere compromessa da problematiche dovute al conto che l’istituto ha pagato alle casse dello Stato per i tagli continui alla spesa. Così chi arriva come nuovo assunto non si trova nelle condizioni ottimali, nonostante la dirigenza sia impegnata a cercare di renderle tali. Come sindacato non diamo solo il benvenuto, ci stiamo dedicando per trovare quanto prima le soluzioni più opportune: per i lavoratori e per i cittadini, viste l’ampia gamma di servizi da erogare da parte dell’Inps”.
tiziana.altea | 05 luglio 2019, 17:37
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