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Medici e dirigenti SSN: firmata l’ipotesi di rinnovo contrattuale

Fp Cgil: “Nonostante le poche risorse a disposizione abbiamo aumentato le buste paga di tutti i Dirigenti del SSN, valorizzato il lavoro dei giovani, premiato le carriere, aumentato la quota pensionabile e retribuito il disagio di chi lavora la notte”
25 lug. -  “Siamo riusciti a ottenere un contratto che per certi versi, nei chiaroscuri che ci sono perché non si poteva fare tutto, è innovativo, soprattutto nella riformulazione delle carriere professionali. Per noi questo è un grandissimo risultato, nella certezza di ridare una carriera a tutti i giovani professionisti, soprattutto per tutti coloro che sono stati precari e non hanno potuto per anni usufruire di un minimo di retribuzione di posizione. Senza naturalmente andare a sacrificare le carriere gestionali”. Ieri notte è stata siglata l’intesa per rinnovare il contratto nazionale ai circa 130mila medici e dirigenti del Servizio sanitario nazionale e la dichiarazione fatta all’Aran per la Fp Cgil da Andrea Filippi non nasconde la soddisfazione per il risultato raggiunto. “Questo era un contratto che partiva in maniera veramente complicata: riprendeva dopo 10 anni di blocco, doveva trovare la sintesi tra diverse aree professionali che fino a oggi erano divise. Siamo riusciti a fare un gran lavoro di armonizzazione. Siamo riusciti a uniformare e a trovare il giusto equilibrio tra tutte le diverse professioni” afferma il segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn.
L’ipotesi di rinnovo prevede un aumento medio pro capite di 200 euro lordi al mese, l’indennità di guardia aumentata da 50 a 100 euro (120 nei pronto soccorso) e la possibilità per chi ha più di 62 anni di evitare il turno notturno. Medici e dirigenti con oltre 5 anni di attività, anche a tempo determinato e anche con soluzione di continuità, avranno la certezza di un incarico retribuito. La maggior parte dei camici bianchi con più di 5 anni di anzianità avrà un incremento di 2000 euro sulla retribuzione di posizione e circa 30mila passeranno a 5500 euro di posizione dai precedenti 3600. Come già rilevato da Filippi, e come segnala la Fp Cgil nel volantino dedicato “I giovani medici neoassunti anche sotto i 5 anni avranno una retribuzione fissa di posizione. Come mai successo prima d’ora passeranno subito da 0 a 1.500 euro annui”. E ancora, sulla carriera professionale: “Prima erano tutti fermi a 3.600 euro annui, o per i più fortunati a 4.500 euro, mentre ora si stabiliscono quattro step di posizioni fisse per gli incarichi professionali, che salgono da un minimo di 5.500 euro a 6.500 fino a un massimo 11.000 o 12.500 annui”. La retribuzione di posizione in base all’anzianità e a prescindere dall’incarico  viene garantita da una clausola al passaggio: dei 5 anni con 5000 euro, dei 15 con 6000 euro, dei 20 anni con 7000 euro.
“Con l'istituzione di un organismo paritetico,  nuovo strumento di relazioni sindacali, metteremo al centro il benessere dei lavoratori, come sulle questioni di salute e sicurezza, a partire dall'affrontare il tema dell'emergenza aggressioni al personale sanitario", aggiunge Filippi.
 
Per Sonia Ribera, segretaria Fp Cgil Medici Lombardia, questo contratto, siglato dalla maggior parte dei sindacati, “è un traguardo fondamentale perché conferma il valore dell’istituto contrattuale e consente di riprendere le trattative sindacali anche a livello del territorio: grazie agli accordi sulla retribuzione variabile di posizione possiamo rivedere il sistema di graduazione degli incarichi e  proseguire il percorso di valorizzazione delle professioni, l'indennità di guardia e l’opzione di esclusione dai turni notturni per i colleghi con più di 62 anni permette di confrontarsi sulle condizioni di disagio crescente che affligge tutti i settori ospedalieri. Il consolidamento di una parte della retribuzione aggiuntiva – continua Ribera -  favorisce anche la contribuzione pensionistica così come sono importanti tutte le forme di riconoscimento stipendiale per i giovani medici. Per la parte normativa sicuramente molte materie dovranno essere oggetto di discussione in futuro, anche nel prossimo rinnovo contrattuale che dovrà essere imminente, ma l’introduzione di un organismo paritetico di confronto può essere il punto di partenza per ricostruire relazioni sindacali efficaci e rispettose. Diritti e dignità del lavoro passano obbligatoriamente dal rinnovo dei CCNL”.
tiziana.altea | 25 luglio 2019, 16:26
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