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Ministero Istruzione / C’è posta per te

I sindacati scrivono al neo ministro Fioramonti per far ripartire le relazioni sindacali. Dalla Lombardia la coordinatrice Fp Cgil Russo rilancia il tema della carenza di organici negli uffici scolastici territoriali
9 sett. – “Le chiediamo di mettere in atto ogni azione utile a far sì che le tempistiche legate alle conseguenze della riorganizzazione degli uffici centrali e al nuovo conferimento di incarichi dirigenziali generali (peraltro adesso al vaglio della Corte dei Conti) non abbiano ricadute sui diritti dei lavoratori delle aree. In riferimento al conferimento degli incarichi dirigenziali generali, che in alcuni casi ci ha lasciato a dir poco sorpresi, Le chiediamo di porre la massima attenzione per tutelare il buon nome dell'amministrazione e consentire, finalmente, la valorizzazione del personale dirigenziale di seconda fascia di ruolo”. I sindacati della funzione pubblica non hanno fatto solo gli auguri al neo ministro Lorenzo Fioramonti ma sono andati dritti ai temi che li chiamano in causa con il Ministero della Pubblica Istruzione, a partire da relazioni sindacali interrotte oltre 3 mesi fa, con in corso il negoziato sul fondo per le risorse decentrate 2018. Non solo: mentre stanno riaprendo le scuole la situazione degli organici ministeriali resta seria, con una copertura che supera di poco il 50% dei fabbisogni e con le nuove assunzioni che pareggeranno al filo le uscite per pensionamento nel prossimo triennio. Da qui la richiesta  aggiuntiva, da parte di Fp Cgil-Cisl Fp e Uil Pa, di “un confronto sulle problematiche relative al personale del Miur”.
In Lombardia sono anni che denunciamo pesanti buchi in organico negli uffici scolastici territoriali, da Mantova e Cremona fino a Milano, Monza e Bergamo. I problemi non sono cambiati: poco personale, più carichi di lavoro, più difficoltà a erogare pienamente i servizi richiesti – commenta Felicia Russo, coordinatrice Fp Cgil Lombardia -. Lavoratrici e lavoratori chiedono non solo di poter lavorare in condizioni dignitose ma anche di essere valorizzati nella loro professionalità. Vanno fatti uscire dal limbo di una disattenzione generalizzata alle loro problematiche e auspichiamo che il nuovo Ministro sappia cambiare in tal senso rotta”.
tiziana.altea | 09 settembre 2019, 18:08
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