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Quale futuro per la Asst-Garda?

Oggi conferenza stampa sindacale unitaria, in rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto e della dirigenza medica
4 ott. – “Per la prima volta nella storia sindacale del Garda, Cgil Cisl Uil, Rsu e Intersindacale della Dirigenza medica hanno indetto oggi alla nostra Camera del Lavoro  una conferenza stampa per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla situazione della Asst”. Stefano Ronchi, segretario Fp Cgil Brescia, spiega la situazione all’azienda socio sanitaria territoriale del Garda, 2700 dipendenti, dopo che la nuova direzione ha esposto nei giorni scorsi un piano di riorganizzazione “che però ad oggi non ha trovato riscontro formale né in Regione né in atti aziendali, quando si prevedono percorsi verso una razionalizzazione dell'offerta”.
L’operazione, motivata con ragioni di bilancio, è complessa e con ricadute su lavoratrici e lavoratori laddove  fossero riorganizzati o ridotti i presidi ospedalieri di Desenzano, Manerbio, Gavardo, distanti tra loro svariati chilometri (55 tra questi ultimi due).
Del resto, non è che la situazione sia rosea già di suo, anzi. Ci sono carenze di organico (all’ospedale di Desenzano, ad esempio, mancano circa 70 infermieri, 40 operatori socio sanitari, 8 primari, oltre che diversi medici)  che, “ormai strutturali, nel solo comparto hanno portato a circa 120 mila ore di straordinario, oltre a malessere diffuso tra il personale, acuito dalle continue e incontrollate voci sulla futura organizzazione – dice Ronchi -. Per noi è indispensabile formalizzare la proposta di riorganizzazione prima che sia spedita in Regione, per aprire un confronto di merito, tavoli tecnici. Va garantito il personale essenziale a eventuali riqualificazioni delle strutture ospedaliere tenendo conto anche della necessaria integrazione con le attività socio sanitarie territoriali e il loro sviluppo”.
Intendi ciò a tutela dei bisogni di cittadine e cittadini? “Certo, non si possono privare le zone limitrofe, vedi la Valsabbia e l’Alto Garda, di prestazioni sanitarie pubbliche: ciò spingerebbe l’utenza verso le strutture private o la costringerebbe a recarsi in altri ospedali. La sanità pubblica deve essere un servizio di prossimità non di distanze per i cittadini!” sostiene il dirigente sindacale.
A Brescia il gruppo sanità della Cgil sta lavorando in sinergia. Ne fanno parte, insieme alla Funzione pubblica, il Confederale e lo Spi, il Sindacato dei Pensionati.
All’Asst Garda sono in programmazione tre assemblee di comparto e della dirigenza medica su tutta la partita.
tiziana.altea | 04 ottobre 2019, 17:00
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