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Ats Bergamo / Rossi (Fp Cgil): all’azienda chiediamo di cambiare registro

Obiettivo dei sindacati è la firma dell’integrativo e il ripristino di corrette relazioni sindacali
8 ott. – “Quello dei buoni pasto è solo la punta dell’iceberg. Il nodo vero sono le pessime relazioni sindacali”. Roberto Rossi della Fp Cgil Bergamo denuncia il cambio di rotta avvenuto all’Azienda di tutela della salute territoriale da quando, a inizio 2019, è stata rinnovata la direzione.
“Con quella precedente, a dicembre 2018,  avevamo siglato una preintesa sul contratto integrativo in applicazione del contratto nazionale della sanità pubblica – racconta il segretario generale -. Ai nuovi vertici abbiamo poi chiesto di ratificarla ma a oggi non abbiamo avuto riscontri, se non sulla regola dei buoni pasto, intervenendo con un atto unilaterale e a nostro avviso anche con una interpretazione infondata del pronunciamento della Corte dei Conti”. Cioè, cosa ha deciso l’Ats? “L’azienda ha stabilito che, di fatto, il buono pasto non va dato a chi lavora a part-time. Dal 1° ottobre i ticket sono stati revocati a queste lavoratrici e lavoratori, che ne sono stati informati il 27 settembre”. Cosa farete? “Intanto abbiamo già organizzato, con la Rsu e insieme alla Cisl, due assemblee, l’ultima con sit-in nella reception dell’Ats e a cui ha partecipato un centinaio di persone. Poi venerdì scorso, 4 ottobre, abbiamo tenuto una conferenza stampa per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema. Il prossimo 23 ottobre siamo stati convocati al tavolo e auspichiamo di ripartire con il piede giusto. Vogliamo confrontarci su tutte le questioni aperte e sottoscrivere definitivamente l’integrativo che interessa circa 400 dipendenti”. Altrimenti? “Diversamente si prefigura l’organizzazione di un’altra assemblea dei lavoratori e l’indizione dello stato di agitazione” chiude Rossi.
tiziana.altea | 08 ottobre 2019, 17:28
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