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Dirigenti Statali: firmata l’ipotesi di rinnovo 2016-2018

Oliverio (Fp Cgil): “intesa valorizza e afferma funzione e ruolo della dirigenza pubblica”
9 ott. – Siglata, dopo 17 mesi di trattativa, l’ipotesi di accordo per rinnovare il contratto nazionale 2016-2018 ai dirigenti dello Stato. Coinvolti, dal rinnovo, sono circa 6700 lavoratrici e lavoratori della dirigenza di Ministeri, Enti pubblici non economici e Agenzie Fiscali. Per Florindo Oliverio, segretario Fp Cgil nazionale, l’intesa riconosce alla dirigenza pubblica autonomia e responsabilità rispetto al “decisore politico”, valorizzandone il ruolo “utile all’ammodernamento delle amministrazioni pubbliche, a partire da quelle centrali”.
Tra tabellare e fondo integrativo gli incrementi retributivi vanno, per chi in prima fascia, dai 426,00 euro per gli Epne ai 355,00 euro delle Agenzie Fiscali e ai 350,00 dei Ministeri; per chi in seconda fascia, dai 275,00 euro per gli Epne ai 230,00 euro delle Agenzie Fiscali e ai 209,00 euro dei Ministeri.
Poi ci sono i medici (193,88 euro per il primo livello, 220,60 euro per il secondo) e i professionisti (311,00 euro per il primo livello, 285,10 euro per il secondo).
Importante è stata, per Fp Cgil “la ridefinizione di un sistema di relazioni sindacali in grado di far ripartire la contrattazione e improntato alla massima partecipazione delle organizzazioni sindacali”. E qui anche la costituzione di organismo paritetico per l’innovazione, al fine di migliorare il funzionamento della macchina pubblica e dei servizi erogati. Nel contratto si prevedono anche più tutele rispetto alle condizioni di salute e per assenze per gravi patologie, le ferie solidali, la conciliazione vita/lavoro, congedi per le donne vittime di violenza, unioni civili.
La Fp Cgil rimarca invece la propria contrarietà alla equiparazione –voluta “a tutti i costi” dai sindacati autonomi e corporativi -  dei dirigenti sanitari del Ministero della Salute e Aifa a quelli del Servizio sanitario nazionale. “Parificazione avvenuta peraltro solo parzialmente e con il grave vulnus dell'aver introdotto l'orario di lavoro per dirigenti declassati in tal modo a meri prestatori d'opera".
Prima della sottoscrizione definitiva del contratto, l’intesa sarà ora votata da lavoratrici e lavoratori. Per poi procedere a “lavorare da subito al rinnovo per la vigenza 2019-2021”.
tiziana.altea | 09 ottobre 2019, 17:26
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