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Tirocinanti Ingiustizia

Ieri a Roma il presidio dei precari della giustizia che, dopo 9 anni, sono ancora senza certezze sul loro futuro
30 ott. – “Il tanto atteso decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 8 ottobre ma non risponde a quanto detto dall’amministrazione”. Così Felicia Russo, coordinatrice giustizia Fp Cgil, ieri dal presidio davanti al Ministero retto da Alfonso Bonafede. La protesta, organizzata dalla categoria insieme a quella della Cisl, riguarda i circa 2500 tirocinanti (sui 200 in Lombardia)  donne e uomini che dopo 9 anni, nonostante il supporto dato agli uffici giudiziari, non riescono a mettere fine alla loro condizione di precarietà. Il decreto uscito l’8 ottobre prevede l’avvio della selezione, tramite Centri per l’impiego, per 616 operatori giudiziari. “Sono numeri insufficienti – incalza Russo – e va modificato anche il meccanismo per riconoscere un punteggio aggiuntivo a questi lavoratori. Va ricordato: sono stati formati per lavorare nei nostri uffici, per loro sono state impiegate risorse economiche.  Se non impiegati per la giustizia – dove comunque servono vista l’esperienza maturata e le carenze di organico che abbiamo – possono lavorare anche per altre pubbliche amministrazioni.
“Siamo in attesa che il Ministero della Giustizia, entro il 7 novembre, comunichi le linee guida alle Regioni e ai Centri per l'Impiego interessati, affinché questi ultimi individuino sulla base dei requisiti delineati dalle diverse normative regionali, gli iscritti alle liste di collocamento – sostengono i sindacati -. Resteranno, quindi, pochi giorni per intervenire seriamente sui meccanismi di reclutamento che possano dare seguito al progetto formativo finalizzato al reinserimento lavorativo, per il quale sono stati investiti milioni di euro e al contempo un reclutamento che dia speranza ai tirocinanti della Giustizia di tutta Italia che proprio nella formazione hanno investito tempo e denaro”.
Una delegazione, nel corso del presidio, è stata ricevuta a Palazzo Piacentini e Florindo Oliverio, segretario nazionale della Fp Cgil, ha poi sintetizzato ai tirocinanti presenti al sit-in l’esito dell’incontro. “Abbiamo rappresentato all’amministrazione le criticità di queste operatrici e operatori: se sono note, dopo tutti questi anni, a maggior ragione vanno risolte – afferma il dirigente sindacale -. Ci hanno risposto che metteranno in campo altri provvedimenti e prevedono altre assunzioni. Questa è stata una prima interlocuzione. Vedremo se le parole diverranno fatti all’incontro del prossimo 6 novembre. Queste persone vanno assolutamente tutelate”.
tiziana.altea | 30 ottobre 2019, 18:33
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