9 Dec 2021
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Coop sociali Lombardia / Costituito anche a livello regionale il Comitato misto paritetico

Creston (Fp Cgil): “la costituzione dei comitati rafforza il sistema delle relazioni sindacali, dove ci sono c’è più contrattazione”

10 ott. – “Sono strumenti importanti, di partecipazione e confronto sulle tematiche relative al settore della cooperazione sociale, in particolare per le lavoratrici e i lavoratori sia che siano soci sia che siano dipendenti”. Gilberto Creston, Fp Cgil Lombardia, lo scorso 8 ottobre ha partecipato al tavolo regionale con le centrali cooperative, uno dei primi dopo la costituzione, lo scorso 29 luglio, del Comitato Misto Paritetico Regionale.

Ce ne parli? “Questi comitati sono organismi previsti dal ccnl e vengono costituiti a livello nazionale, regionale e territoriale. Ne fanno parte i rappresentanti delle Centrali cooperative e delle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto nazionale. Un buon uso di questi comitati può migliorare le condizioni dei lavoratori” risponde il segretario regionale. In che modo? “Ad esempio, intervenendo nei confronti degli enti che appaltano, segnalando i casi di cooperative che non applicano il ccnl. Ciò crea danno ai lavoratori, oltre al dumping e alla concorrenza sleale tra imprese. Oppure – continua Creston – i comitati possono chiedere agli enti committenti di adeguare tariffe e capitolati agli incrementi economici previsti dal rinnovo contrattuale laddove ci sono gare che sono state fatte prima del nuovo ccnl”. In Lombardia la cooperazione sociale interessa 1500 imprese con oltre 70mila addetti. “Sì e in molti territori i comitati misti paritetici sono stati fatti prima di quello regionale, perché a livello territoriale le relazioni sono più sviluppate e intense, ce n’è più bisogno. Va sottolineato che la costituzione dei comitati nel modo cooperativo rafforza il sistema delle relazioni sindacali, dove ci sono c’è più contrattazione”.

Questi comitati svolgono anche altre attività? “Sì, tra queste, possono sollecitare Regione Lombardia a creare le figure professionali necessarie ai fabbisogni degli enti pubblici e delle imprese, monitorano l’andamento del mercato del lavoro, possono promuovere politiche attive per l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate facendo pressione sugli enti locali per le azioni opportune. Inoltre, i comitati, laddove ce ne fosse necessità, possono diventare sede delle Commissioni di conciliazione e dei Collegi arbitrali in caso di controversie”.

In una nota congiunta sindacati e Centrali cooperative della Lombardia fanno sapere che “nel confronto tra le parti è emersa anche la volontà comune di agire sulle tematiche del welfare aziendale, dei percorsi di conciliazione vita-lavoro e sulla possibilità di affrontare questioni come l’invecchiamento della popolazione lavorativa del comparto con le conseguenti necessità in termini di accompagnamento e sostegno”.