8 Dec 2022
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SOS Braidense

La Biblioteca Nazionale, che affianca la Pinacoteca di Brera a Milano, non gode della medesima considerazione. Lo rileva la Fp Cgil che lancia l’allarme sulle pesanti carenze di organici che porteranno a una riduzione dei servizi

19 nov. – “Quello che salva la Braidense è che chi ci lavora ne è innamorato” afferma Tina Bellavista che lavora nella prestigiosa biblioteca nazionale di Milano. Da delegata Fp Cgil ci racconta che è in corso di contrattazione la riduzione dei servizi. “Gli orari fino ad ora, sono stati piuttosto ampi: da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 18.10, il sabato dalle 9.00 alle 13.45. Purtroppo non si può fare di più: il personale già si ferma oltre il proprio orario, in banca ore, ma alla fine, poco risolve, si tampona una falla strutturale. Per questo prevediamo, ai prossimi tavoli, una revisione degli orari dei servizi”.

Quali sono le problematiche? “In primis le carenze di organico. Siamo bel al di sotto delle oltre 100 unità previste dalle contrattazioni precedenti. Da un mio rapido calcolo saremmo circa 43 lavoratrici e lavoratori tra bibliotecari, restauratori, operatori e assistenti amministrativi, informatici, assistenti e operatori alla vigilanza, addetti ai servizi ausiliari. Ma diversi di loro sono prossimi alla pensione – precisa Bellavista -. L’età media anagrafica è poi alta, attorno ai 50-55 anni e i più giovani hanno comunque 40 anni!”.

Di questo ne risente la qualità dei servizi? “I lavori di back office sono fortemente rallentati, poiché c’è l’emergenza di stare allo sportello”.

Insomma, anche alla Biblioteca Nazionale Braidense, come nella stragrande maggioranza degli enti pubblici, servono nuove leve. “Mancano anche investimenti e innovazione – aggiunge la delegata sindacale. Da parte della Direzione Generale della Pinacoteca di Brera, da cui la Biblioteca dipende, non c’è impegno in tal senso perché noi non ‘facciamo cassa’. Purtroppo la burocrazia ha spesso il sopravvento, per cui molte richieste di progetti per introdurre innovazioni si arenano nei meandri degli uffici amministrativo-economici. Bisognerebbe anche investire in tecnologia informatica per rendere alcuni servizi più snelli (ad esempio automatizzando la registrazione dell’utenza ) ma occorrono risorse anche per la formazione professionale delle lavoratrici e dei lavoratori”.

Per Felicia Russo, coordinatrice regionale Fp Cgil, “tutto il nostro patrimonio culturale va messo a valore. Qui poi stiamo parlando di una delle maggiori biblioteche pubbliche italiane e questo trascurarla è una mancanza di rispetto, verso l’istituzione in quanto tale, i suoi operatori e i cittadini”.