25 Jan 2022
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San Matteo di Pavia / La Fp Cgil ritira la firma dal contratto integrativo aziendale

L’accordo firmato dalla maggioranza esclude circa 1200 lavoratori. La segretaria Fp Cgil Sturini: la nostra firma era vincolata a una distribuzione equa dei fondi residui del 2018, ora non ci sono più i presupposti

29 nov. – “La Fp Cgil non firmerà mai accordi che escludono lavoratrici e lavoratori invece che includerli”. Durissima Patrizia Sturini, segretaria della categoria, sull’epilogo del contratto integrativo aziendale all’ospedale San Matteo di Pavia, siglato il 10 gennaio scorso e da cui oggi ha ritirato la propria firma.

La nostra sottoscrizione a gennaio era condizionata dalla garanzia di veder distribuiti i fondi residui del 2018 a tutto il personale, circa 2700 lavoratori per il comparto. Tutti, soprattutto quelli che per il nuovo contratto nazionale della sanità e per accordi pregressi avrebbero perso indennità in busta” continua la sindacalista. E invece? “In una prima bozza d’accordo si prevedeva di escludere dai progetti chi lavora su triplo turno e in pronta disponibilità ma poi la nuova amministrazione si è mostrata aperta alla proposta che abbiamo avanzato come Cgil di ricomprendere tutti i lavoratori e ha lasciato decidere alla firma di maggioranza”.

Quindi? “Auspicavamo in una distribuzione equa dei fondi ma è passata la proposta iniziale, quella che esclude circa 1200 lavoratori e che ha portato alla frattura sindacale. Ora non ci sono più i presupposti per confermare la nostra firma”.

È amareggiato e arrabbiato Pasquale Piemontese, delegato Fp Cgil al San Matteo. “Oltre al danno la beffa: chi più lavora, meno viene premiato. Si è deciso di considerare chi fa il servizio centrale dalle ore 8 alle 15.30, e questo va bene. Ma perché tagliare fuori chi lavora a Natale, chi copre la notte, chi lavora 365 giorni l’anno? E’ triste pensare che dai 331 euro a testa per tutti ne andranno invece 475 solo a una parte. Vanno peraltro sottolineate anche altre perdite economiche visto che non sono state pagate le festività infrasettimanali e non sempre vengono garantite le indennità di doppio e triplo turno”.