29 Nov 2021
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Stato di agitazione al Tribunale di Bergamo

Carenze di organici, stress, iper lavoro. Pusceddu (Fp Cgil): ‘stiamo parlando di persone che rischiano di ammalarsi’

29 nov. – Stato di agitazione del personale amministrativo al Tribunale di Bergamo. I sindacati lo hanno indetto due giorni fa, dopo che l’assemblea unitaria del 18 novembre aveva dato il mandato. “Come più volte denunciato la scopertura del personale presso il Tribunale di Bergamo sta raggiungendo dei livelli di attenzione che non sono più tollerabili. Lavoratrici e lavoratori svolgono mansioni di notevole complessità e rilevanza per la vita delle persone. Mansioni che attengono ai diritti fondamentali dell’individuo come, appunto, la giustizia – afferma Dino Pusceddu, segretario della Fp Cgil orobica -. Se, ad esempio, per i cancellieri, si privilegia giustamente l’attività svolta durante le udienze,  poi però il lavoro di ufficio che riguarda misure che incidono direttamente sulla libertà delle persone rischia di rimanere inevaso e il primo a esserne danneggiato è il cittadino”.

Stando alla pianta organica, la carenza di personale contabile è del 100%, di operatori giudiziari oltre il 73%, di ausiliari oltre il 61%, e del 50% è la carenza di funzionari giudiziari e direttori amministrativi, solo per citarne alcuni.

“Rispetto al 30 settembre 2018, l’aumento di sentenze al Penale è di oltre il 10% (oltre 300 pratiche in più), mentre gli organici sono calati a causa di trasferimenti o dimissioni. Va sottolineato che le dimissioni avvengono anche a fronte dello stress da lavoro correlato” racconta Pusceddu. I sindacati intendono segnalarlo all’Ats. E all’Ispettorato del lavoro segnaleranno il mancato rispetto del riposo del personale oltre al ricorso ordinario e programmato al lavoro straordinario. “Stiamo parlando di persone che rischiano a questi ritmi di ammalarsi – attacca il dirigente sindacale -. Lo stesso Presidente del Tribunale ha chiesto di considerare disagiata la sede di Bergamo,  ma questo per assurdo porterebbe ad un aumento dei giudici mentre gli operatori resterebbero gli stessi e con più lavoro”.

Un’altra rivendicazione riguarda la necessaria riqualificazione. “I dipendenti fanno gran parte delle mansioni che non sono loro dovute per qualifica e con uno stipendio inferiore”.

Nei prossimi giorni, in concomitanza con il tentativo di conciliazione, davanti alla Prefettura di via Tasso verrà organizzato un presidio.