4 Dec 2022
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Uneba: siglata l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale

Creston (Fp Cgil): ‘un grande risultato, nonostante le difficoltà’

11 dic. – “È un grande risultato essere riusciti a rinnovare uno dei contratti più importanti di questo settore e avere evitato una deriva come quella Anaste, dove il ccnl è stato firmato da sigle autonome prive di una vera rappresentatività e non dalle categorie di Cgil Cisl Uil”. Così Gilberto Creston, segretario Fp Cgil Lombardia e componente della delegazione trattante nazionale, introduce il racconto della sottoscrizione, ieri sera ad Abano Terme, dell’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale Uneba, associazione che rappresenta le istituzioni che operano nel campo dell’assistenza.

La trattativa è stata molto complicata e difficile, soprattutto tenendo conto delle disponibilità di partenza della controparte, che intendeva realizzare il rinnovo contrattuale a costo zero e che, tra le varie proposte irricevibili che abbiamo respinto, aveva avanzato quella di trasformare la quattordicesima in welfare contrattuale. Nonostante, appunto, le difficoltà, affrontate nel corso del tempo e attraverso numerosi confronti, siamo riusciti a concludere in questi ultimi due giorni la partita in modo soddisfacente”.

Quali sono i punti principali del contratto? “L’accordo prevede un incremento di 80,00 euro sul livello 4S a regime; 20,00 euro sul tabellare all’1/1/2020; 30,00 euro sul tabellare all’1/12/2020; 30,00 euro per la contrattazione integrativa regionale che verranno successivamente consolidati sul tabellare. È prevista una ‘una tantum’ di 100,00 euro, sempre sul livello 4S, erogata l’1/2/2021 – risponde il sindacalista -. Viene anche previsto l’incremento di 1 euro della sanità integrativa. Viene rafforzata la contrattazione decentrata, riconosciuto il tempo di vestizione in orario di lavoro e viene introdotta la banca etica solidale a cui va destinata una giornata di R.O.L. (riduzione orario di lavoro)”.

Per quanto concerne gli scatti di anzianità? “Uneba intendeva bloccarli definitivamente, noi invece siamo riusciti a rallentare il decorso dal 1 giugno 2020 al 31 dicembre 2022, con l’impegno di una verifica attraverso una commissione paritetica nazionale per elaborare un meccanismo alternativo, che tenga conto dell’effettiva crescita professionale. Questa commissione – aggiunge Creston – che avvierà anche la previdenza integrativa e riordinerà l’assistenza sanitaria integrativa, avrà tempo fino al 31 dicembre 2020”.

Altro da segnalare? “Si prevede di stabilizzare una quota di personale a tempo determinato e di limitare i contratti precari. Di sviluppare la conciliazione vita/lavoro e regolamentare l’assistenza domiciliare, che include i tempi di spostamento nell’orario di lavoro. Ora la preintesa sarà sottoposta all’approvazione delle lavoratrici e dei lavoratori, con le assemblee che dovranno chiudersi entro il 25 gennaio 2020”.