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24 Ottobre 2021 - 7:29
HomePubblicazioneConsiglio Regionale Lombardia: firmata la preintesa del decentrato

Consiglio Regionale Lombardia: firmata la preintesa del decentrato

L’accordo si applica a circa 250 dipendenti. Tra i punti positivi le indennità e la produttività, tra quelli da migliorare la percentuale di smart worker

17 dic. – “L’amministrazione, con il continuo procrastinare l’inizio della trattativa, ha fatto correre il serio rischio di perdere i 514.292 euro di risorse variabili già stanziate per incrementare il fondo 2019. Come Cgil abbiamo sollecitato il tavolo per mesi e poi ci siamo seduti a oltranza, giungendo alla sigla di un buon accordo,  in tempo per acquisire il parere dei revisori dei conti entro l’anno”. Saverio Codispòti, componente Fp Cgil della Rsu, racconta della preintesa del contratto decentrato per il personale del Consiglio Regionale della Lombardia siglata lo scorso 11 dicembre dal suo sindacato, insieme a Rsu, Cisl, Uil e Csa. “Abbiamo inoltre incassato l’impegno da parte dell’ente di portare, con il testo definitivo, quei miglioramenti che con una più approfondita analisi si sarebbero potuti avere già da subito – aggiunge -. Elementi positivi della preintesa sono le indennità, distribuite con criteri idonei; il 50% della quota di produttività a luglio e non più a giugno, dando così la possibilità di maggiorarne l’importo; le progressioni economiche orizzontali, ottenute grazie ai pensionamenti che hanno liberato risorse e che hanno consentito di superare l’autofinanziamento per tutto il 2016 e parte del 2017 (categorie B e C)” spiega Codispòti.

Con questo contratto decentrato, che interessa circa 250 dipendenti del Consiglio Regionale, si dà piena applicazione al contratto nazionale delle Funzioni locali. La validità è triennale e inizia dal 2020.

Quali sono i punti da migliorare? “Lo smart working va potenziato. Allargando la platea dei beneficiari ben oltre il 10% finora raggiunto: 25 lavoratrici e lavoratori su 250 ci sembrano veramente poca cosa. Faremo battaglia per estenderlo al più ampio numero di persone possibili e, perché no?, anche per arrivare al 100%. È un istituto da sviluppare, previsto dalla normativa, ed è una strada verso cui le pubbliche amministrazioni si stanno sempre più indirizzando” sostiene il delegato della Fp Cgil. Aggiungendo che “in questa trattativa siamo riusciti finalmente a introdurre il buono pasto per gli smart worker”.