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26 Settembre 2021 - 13:30
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Fondazione Scarpari Forattini: indetto lo stato di agitazione del personale

Giusti (Fp Cgil Mantova): respingiamo la scelta unilaterale della casa di riposo del cambio di contratto

14 gen. – Stato di agitazione e stop agli straordinari alla Fondazione Scarpari Forattini di Schivenoglia. Rappresentanze sindacali aziendali e sindacati si schierano compatti nel contrastare la decisione unilaterale della direzione della casa di riposo che ha deciso di applicare a tutto il personale, dal 1° gennaio 2020, il contratto nazionale dell’Uneba. “È dal dicembre 2018 che la Fondazione lo paventava e dopo un anno, lo scorso 6 dicembre, ce lo ha formalmente comunicato” racconta Elena Giusti, segretaria generale della Fp Cgil Mantova. Nella Rsa lavorano circa un centinaio di persone. A 22 lavoratrici ‘storiche’, cioè dipendenti della struttura quando ancora era Ipab, Istituto pubblico di assistenza e beneficenza, viene applicato il contratto delle funzioni locali, mentre a tutti gli assunti dal maggio 2005, dopo la trasformazione in Fondazione di diritto privato, il ccnl Uneba. “La Fondazione ci ha messo un anno a comunicarci questa scelta che riteniamo illegittima. Peraltro giustificandola, in modo pretestuoso, con la necessità di armonizzare i due contratti in ragione della produttività. Sostiene pure, in maniera infondata, che se non cambierà il contratto applicandone uno di stampo privatistico, sarà costretta al pagamento diretto della malattia” spiega Giusti.

Voi cosa proponete? “L’armonizzazione si può ottenere con accordi di secondo livello sulla produttività, attraverso una valutazione complessiva dei dipendenti. Ma prima ancora bisogna migliorare l’organizzazione del lavoro, visto che per le sue pessime condizioni la scorsa estate è cambiato il 40% del personale”.

La direzione della Fondazione ci costringe a lavorare in un clima non positivo. Noi svolgiamo servizi alla persona. Per lavorare bene ci vogliono serenità e certezze. Questo attacco al contratto che si protrae da un anno avvelena il clima sul posto di lavoro. La Fondazione e il suo presidente Gianfranco Caleffi stanno sottoponendo il personale a stress e pressioni insopportabili” dichiarano le 22 lavoratrici direttamente coinvolte nel cambio del contratto.  L’assemblea sindacale ha dato, all’unanimità, il mandato a procedere con la protesta. Ora si tenterà la conciliazione davanti al prefetto.

“Gli atti unilaterali sono inaccettabili e violano le norme contrattuali in vigore – denuncia Gilberto Creston, segretario Fp Cgil Lombardia -. Inoltre, nel caso specifico, non si tiene conto della legislazione regionale in materia che prevede il mantenimento dei contratti in essere per i dipendenti in servizio al momento della trasformazione delle II.PP.A.B. in Fondazioni”.