12 Aug 2022
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Ospedale Oglio Po / Il fattore umano

Al Consiglio Comunale ‘aperto’ di Casalmaggiore, la sera del 16 gennaio, davanti all’assessore al welfare lombardo Giulio Gallera, i sindacati sono intervenuti a sostegno dei servizi socio sanitari del territorio casalasco-viadanese. Nel discorso di un giovane infermiere dell’Oglio Po, delegato Fp Cgil, l’orgoglio, la dignità e il rispetto di una professione

20 gen. – “Io ho scelto di restare e sperare in un futuro più dignitoso e soddisfacente, ma molti colleghi, stremati e scarsamente considerati e non coinvolti nella vita aziendale, hanno scelto di lavorare altrove”. Luca Dall’Asta è infermiere all’Oglio Po. “Il nostro ospedale è piccolo, ma grande. Non a caso, è stato, per anni, accreditato all’eccellenza dall’ente internazionale Joint Commision. La politica, a più livelli, con scelte scarsamente comprensibili e che tengono in ostaggio talvolta le singole decisioni aziendali, ha camuffato promesse in specchietti per le allodole, travestito ‘chiusure’ in ‘ridimensionamenti’ e, sempre di più, le ‘riorganizzazioni’ sono stati ‘declassamenti’ o ‘depotenziamenti’”. Fino alla chiusura del punto nascite, aggravata da un rimpallo di responsabilità tra Stato e Regione che “è diventato un teatrino di cattivo gusto”. Dall’Asta lo ha detto senza tentennamenti davanti all’assessore al welfare lombardo Giulio Gallera la sera del 16 gennaio, nel corso del Consiglio Comunale ‘aperto’ a Casalmaggiore. Il delegato Rsu della Fp Cgil ha sottolineato sia preoccupazioni e disorientamento della popolazione rispetto alle scelte operate sull’ospedale casalasco sia i pesanti carichi di lavoro, la demotivazione e l’incertezza delle lavoratrici e dei lavoratori. “Tutto questo non facilita il reclutamento di nuovo personale, come se fosse la ciliegina sulla torta di un disegno politico che mira ad una lenta ed inesorabile agonia, complici le scelte, sempre più evidenti, di favorire i servizi privati o i grandi ospedali, a discapito dei territori di periferia, spesso dimenticati, tranne che in campagna elettorale. Nel mondo del lavoro – ha aggiunto -, a garanzia dei servizi pubblici, non basta trincerarsi dietro i nudi e crudi numeri, ma bisogna considerare anche la dimensione antropologica e psicologica dell’individuo, sia da utente, sia da operatore.
Non è solo una questione di denaro, ma anche di fattore umano. Siamo quindi a richiamare il vostro senso di responsabilità, ma soprattutto di rispetto, sia nei confronti della cittadinanza, sia nei confronti degli operatori tutti dell’ospedale Oglio Po”.

Il Consiglio Comunale di giovedì 16 era centrato sulle problematiche del presidio di Casalmaggiore. Ma una morsa opera da tempo su tutti i servizi socio sanitari del territorio casalasco-viadanese. Per questo, ribadendolo unitariamente, i sindacati confederali, di categoria e dei pensionati cremonesi hanno chiesto in quella sessione a Gallera di convocare un tavolo interistituzionale per far fronte complessivamente a tutte le criticità. “Urgono risposte sulle prospettive di tutti gli ospedali e dei servizi socio sanitari territoriali, in un’ottica di rete delle cure, per una loro maggiore e migliore integrazione” afferma Sabrina Negri, segretaria generale della Fp Cgil Cremona.
Tra le rivendicazioni sindacali ci sono – racconta Negri – “la riduzione dei tempi di attesa, la garanzia di qualità e quantità delle prestazioni, la definizione di una governance complessiva”.