30 Nov 2021
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Poliambulatorio di Oggiono: caso emblematico di una riforma del welfare lombardo da rivedere

Catello (Fp Cgil Lecco):La riforma, secondo gli estensori, avrebbe dovuto individuare un solo erogatore di servizi, ottimizzando e razionalizzando l’offerta nei confronti dei cittadini. La realtà è sotto gli occhi di tutti i cittadini: le sedi territoriali sono state indebolite, ci sono lunghe code, attese interminabili, servizi depotenziati e accorpati, nessun investimento strutturale e carenza cronica di personale”.

24 gen. – “È giunto il tempo che si apra una seria discussione sulla sanità a partire da quello che accade sul territorio, ovvero nelle piccole comunità dove i servizi vengono progressivamente svuotati, se non chiusi”. Lello Tramparulo, segretario generale Fp Cgil, parte dalle criticità del poliambulatorio di Oggiono per attaccare la riforma del welfare lombardo che dal modello ospedalocentrico avrebbe dovuto passare a un decentramento a rete sul territorio. Ma dopo 5 anni ancora così non è, anzi, “la logica ospedaliera è prevalsa, abbandonando il territorio”.

Cosa è successo al presidio di Oggiono? “In seguito alla riduzione di servizi del polo di Valmadrera, su Oggiono si è riversato un maggior afflusso di utenza ma nulla è stato previsto rispetto al personale. Qui lavorano 5 dipendenti, i carichi di lavoro sono diventati ancora più pesanti, i tempi di attesa si allungano e crescono stress e malcontento sia degli operatori che dei cittadini” risponde il dirigente sindacale.

Nella sua denuncia Tramparulo evidenzia l’assenza di investimenti strutturali e le carenze croniche di personale e Oggiono oggi rappresenta un caso “emblematico di una situazione molto più generale. Fanno bene i sindaci a chiedere chiarimenti e garanzie, ma soprattutto suggeriamo ai primi cittadini di chiedere perché una riforma è stata fatta senza investire un centesimo di euro”.

Anche quella di immettere personale volontario di supporto alle attività di accoglienza, laddove soprattutto persone anziane hanno difficoltà all’uso dei totem per l’accettazione, non è la risposta da dare “alle carenze strutturali del nostro sistema sanitario pubblico”.

La Fp Cgil ribadisce alla Asst di Lecco che occorrono risorse economiche e umane e dunque chiede “quali investimenti sono previsti per potenziare la rete territoriale a partire dal personale. Ancora una volta – sostiene Tramparulo – lanciamo un appello a tutte le forze politiche, a partire dai primi cittadini, per confrontarsi e aprire un dibattito con tutti i soggetti coinvolti nella gestione della sanità sul nostro territorio”.