30 Nov 2021
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Sacra Famiglia / Prosegue la battaglia contro il cambio unilaterale del contratto

Farano (Fp Cgil Varese): battaglia in tribunale e in piazza

10 feb. – “È un tempo in cui le associazioni scappano da un contratto all’altro, un tempo duro per i diritti delle lavoratrici e i lavoratori”. Davide Farano, Fp Cgil Varese, segue per il suo territorio la vertenza della Sacra Famiglia. La Fondazione eroga servizi di assistenza e riabilitazione per le persone con disabilità, ed è presente in Lombardia, Liguria e Piemonte. Su circa 1600 dipendenti complessivi “oltre 200 sono nelle sedi di Varese, Cocquio Trevisago e Castronno, cioè il 15% di tutta la forza lavoro” rileva Farano.

I sindacati hanno aperto il conflitto quando la proprietà ha deciso di applicare a tutto il personale il contratto nazionale Uneba (dunque anche a quei dipendenti, circa 800, con contratto della sanità privata Aris), “dopo un accordo integrativo triennale ‘di crisi’, costato grandi sacrifici a lavoratori e lavoratrici. Per questo, dopo aver letto quanto il presidente di Sacra Famiglia, Don Marco Bove, ha scritto al sindaco di Cesano Boscone, Simone Negri, mi sono sentito in dovere di replicare con una lettera aperta” spiega il funzionario della Fp Cgil.

A Cesano Boscone c’è la sede centrale della Fondazione? “Sì. Altra area lombarda in cui è presente, quella milanese, e poi anche sul territorio lecchese”.

Ci racconti, in sintesi, di questo carteggio parallelo? “Troviamo irrispettoso che si sostenga che con il cambio di contratto i lavoratori guadagneranno di più, quando in realtà ci sarà un risparmio per la Fondazione, in 4 anni, di 10 milioni. Irrispettoso leggere che si sta investendo sui lavoratori quando si sta solo risparmiando sulla loro pelle: in termini di salario e diritti”.

Quindi? “Come Cgil, e con Cub, Adl, Fials e l’appoggio politico della Uil abbiamo presentato un ricorso per comportamento antisindacale, dovuto alla violazione delle norme di chiusura contenute nel contratto integrativo aziendale. Siamo in attesa della prima udienza. Ma la battaglia non sarà solo in tribunale, scenderemo presto anche in piazza” chiude Farano.