6 Dec 2021
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La Nostra Famiglia / Ieri presidio a Como per difendere il contratto di chi lavora sul futuro

Callisto (Fp Cgil): doppia penalizzazione col cambio di ccnl da sanità privata ad Aris Rsa

12 feb. – Mentre continua il presidio permanente davanti alla sede lecchese di Bosisio Parini, ieri è a Como che si è tenuto un presidio, davanti alla sede dell’Associazione La Nostra Famiglia in via del Dos. “Qui ci sono una trentina di dipendenti, mentre nella struttura di Ponte Lambro ce ne sono circa 120, per fermarci al nostro territorio” sostiene Giuseppe Callisto, segretario della Fp Cgil Como. La vertenza è caldissima: l’Associazione ha deciso di cambiare il contratto ai circa 2200 lavoratrici e lavoratori dipendenti (nelle 12 sedi lombarde sono oltre 1000) passando da quello della sanità privata a quello Aris Rsa, cioè quello che si applica al personale delle residenze sanitarie assistenziali. “Chiediamo alla proprietà di cambiare idea e di tornare ad applicare il contratto della sanità privata, l’unico che riconosce e valorizza le professioni presenti all’interno dell’ente. Diversamente i lavoratori ci rimetteranno due volte, a partire dal piano economico. La prima perché l’orario di lavoro salirà da 36 a 38 ore settimanali e il salario sarà più basso. La seconda è per la differenza penalizzante rispetto al prossimo rinnovo del contratto della sanità privata e ai relativi incrementi in busta paga”.

Callisto racconta che al presidio di ieri hanno partecipato anche dei genitori di bambini con disabilità che vengono curati nel centro di riabilitazione. “Nelle interviste rilasciate alla stampa questi genitori hanno evidenziato l’affidamento che ripongono nel personale, nel ruolo fondamentale degli educatori che seguono i loro figli. Ma questa fiducia è ben riposta, visto che gli educatori, con naturalezza e responsabilità, ci hanno chiesto di non sospendere le attività per non lasciare soli i bambini. Hanno preferito fare presidio e volantinaggio rinunciando alla pausa pranzo”. E qui il sindacalista aggiunge un messaggio prezioso: “Operatrici e operatori lavorano sul futuro. La riabilitazione viene fatta su bambine e bambini, che sono il futuro. Anche sul piano concettuale, di senso, applicare a questi lavoratori il contratto delle Rsa, dove ci stanno i nonni, significa non riconoscere questa missione”.