16 Aug 2022
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Coronavirus / Vanoli: necessario mantenere equilibrio. Lavoro pubblico motore del paese

La segretaria generale Fp Cgil Lombardia fa il punto sulle prime azioni del sindacato di fronte al Covid-19

26 feb. – Il coronavirus ha avuto l’epicentro nella nostra regione. A livello unitario, come categorie della funzione pubblica avete espresso accanto ai doverosi timori la necessaria fiducia nella scienza. “Qui ognuno deve fare la sua parte. Con il diffondersi del Covid-19 siamo di fronte a una situazione straordinaria e in continua evoluzione. Il problema è mantenere un certo equilibrio. Le preoccupazioni verso questo nuovo ceppo virale sono più che legittime visto che non si conoscono ancora né la possibile evoluzione né la cura. Ma in questa fase di straordinaria emergenza sanitaria occorre evitare un altro contagio che rischia di aggravare le cose, quello del panico” afferma Manuela Vanoli, segretaria generale Fp Cgil Lombardia.

Quali sono le vostre priorità? “Premessa l’assistenza e la cura delle persone già contagiate, cittadine e cittadini e, con loro, lavoratrici e lavoratori, hanno bisogno di rassicurazioni e garanzie, di misure e strumenti di protezione per prevenire i rischi. Di certo il primo fronte da rafforzare – e lo chiediamo da tempi non sospetti – è quello del personale necessario a gestire questa situazione, quando le carenze di organico creano criticità già nel quotidiano ordinario. Urgono nuove assunzioni in sanità, nel soccorso e nella sicurezza, negli enti locali e nello stato, secondo una visione di sistema, che significa di stabilità e non di precarietà” risponde Vanoli. Ribadendo un’altra urgenza: bisogna fornire le persone che lavorano di dispositivi di protezione individuale, gli ambienti vanno sanificati con costanza e i materiali sanitari devono essere a disposizione sempre. Gli ospedali vanno riforniti di quanto occorre, il personale va messo nelle condizioni più sicure e corrette per poter lavorare. È in gioco la salute di tutti”.

Come si sta muovendo il sindacato? “Cgil Cisl Uil, sia a livello nazionale sia a livello regionale hanno chiesto alle istituzioni una cabina di regia per definire e concordare gli interventi necessari a tutela delle persone, sia sotto il profilo sanitario sia sotto il profilo lavorativo. Di fronte alle ordinanze di chiusura dei servizi, per le lavoratrici e i lavoratori di tutti i settori, pubblici e privati, impossibilitati a lavorare, sia nelle zone rosse sia fuori di esse, servono strumenti di sostegno al reddito, ammortizzatori sociali, a prescindere dal tipo e dal rapporto di lavoro. Il sindacato ha chiesto anche disposizioni chiare, univoche e omogenee da parte di istituzioni, enti e amministrazioni, per non aggiungere altra confusione e alimentare malumori oltre alle paure. Come categoria, a livello nazionale abbiamo consegnato nell’incontro unitario con la ministra Dadone un documento che sintetizza i provvedimenti necessari a garantire la sicurezza delle operatrici e degli operatori delle pubbliche amministrazioni e la continuità dei servizi pubblici, tra cui le coperture per le giornate non lavorate per forza maggiore. A livello regionale – continua Vanoli – non appena saputo del primo caso di contagio nel lodigiano, abbiamo chiesto con Cisl e Uil a Regione Lombardia e alle Aziende sanitarie e sociosanitarie territoriali e a tutte le Pa di proteggere con misure opportune le lavoratrici e i lavoratori di tutti i servizi pubblici, erogati sia dal pubblico sia dal privato. Due giorni fa abbiamo risollecitato a Regione l’incontro e siamo in attesa di un riscontro. Ma stessa procedura va messa in campo per tutti i lavoratori dei servizi pubblici, che sono presidi per i diritti di cittadinanza”.

A livello territoriale la categoria della funzione pubblica è messa sotto particolare pressione dal coronavirus. “Certo, la prossimità con i luoghi di lavoro e le istanze di lavoratrici e lavoratori fanno già normalmente le nostre sedi territoriali delle ‘trincee’ ma è anche il nostro valore, accresciuto ancora di più dal ruolo svolto dai delegati nei singoli enti che fanno da sentinelle – evidenzia la segretaria generale -. Anche a livello locale si stanno chiedendo unitariamente incontri con le Ats e le Asst e le altre amministrazioni pubbliche per monitorare la contingenza e per trovare soluzioni alle maggiori problematiche in corso. Qui potrei citare, ad esempio, l’estensione dello smart working per i dipendenti di Regione Lombardia o il tavolo permanente con il Comune di Milano”.

Reggerà il lavoro pubblico a questo brusco impatto? “L’incertezza è ancora tanta e ci sono criticità che, specie nelle zone del focolaio, il sindacato sta affrontando di ora in ora per stare al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori dei servizi pubblici cui va riconosciuta la grande dedizione, lo spirito di servizio alla comunità. Vedi il personale sanitario che per garantire continuità assistenziale sta lavorando oltre i normali turni di attività – racconta Vanoli –. In questa situazione difficile e critica emerge ancora di più l’importanza e il valore del lavoro pubblico. Con le sue lavoratrici e i suoi lavoratori, così solitamente bistrattati, denigrati, misconosciuti. Senza il loro contributo il paese sarebbe paralizzato. E questo gli va riconosciuto non solo nell’emergenza. Il lavoro pubblico è motore di sviluppo del paese e in quanto tale va alimentato, sempre”.