5 Dec 2022
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Coronavirus / Intesa con le Centrali Cooperative della Lombardia per attivare il Fis

Creston (Fp Cgil): l’ammortizzatore sociale salva le retribuzioni dei lavoratori delle cooperative sociali dopo la chiusura dei servizi

4 mar. – Siglata ieri, con le Centrali Cooperative lombarde, un’intesa per far partire misure urgenti a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori interessati dalle ordinanze restrittive nell’ambito dell’emergenza coronavirus. “L’accordo serve per attivare il Fis, il fondo di integrazione salariale, uno degli strumenti che abbiamo a disposizione per intervenire laddove si verifichino problemi di riduzione delle attività lavorative. Se non ci fossero questi ammortizzatori sociali i lavoratori correrebbero il rischio di non percepire le retribuzioni – spiega Gilberto Creston, segretario Fp Cgil Lombardia -. Di solito il Fis è un istituto attivato con le crisi aziendali, in questo caso lo è, in via straordinaria, per le conseguenze dei provvedimenti presi dal Ministero della Salute, di concerto con Regione Lombardia, per contenere l’epidemia da Covid-19”.

Molti servizi sono stati sospesi. Tutti i servizi educativi all’infanzia e le scuole sono stati chiusi. I musei (poi riaperti con restrizioni) e altri luoghi della cultura. Per i dipendenti delle cooperative sociali che lavorano in appalto su questi servizi, per i lavoratori non pubblici, la sospensione delle attività significherebbe tagli in busta paga corrispondenti ai giorni di fermo. Da qui il Fis, che varrà retroattivamente dal 24 febbraio.

Il sindacalista precisa che “Le ferie non vanno usate per coprire le assenze forzate. È necessario che entro lunedì 9 marzo, cioè non oltre i 15 giorni dalla chiusura dei servizi, si siglino accordi con le singole cooperative. I nostri territori si sono già pienamente attivati per farlo”.

L’intesa segue il solco tracciato dall’accordo territoriale tra Regione Lombardia, Cgil Cisl Uil regionali e associazioni datoriali per garantire strumenti di protezione del reddito per queste lavoratrici e lavoratori e dal Decreto legge 9/2020 che prevede misure di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese coinvolte nell’emergenza epidemiologica.

Hanno diritto al Fis anche i lavoratori a tempo determinato, inclusi gli appena assunti per cambio di appalto, che abbiano più di 90 giorni di attività tra vecchia e nuova cooperativa.

Per quanto riguarda i lavoratori non pubblici del comparto funzioni locali, quindi le aziende speciali, i servizi educativi, i Cfp, la ristorazione e gli ausiliari, Lucilla Pirovano, coordinatrice Fp Cgil Lombardia, spiega che “è possibile attivare il Fis ma, poiché il Dl 9/2020 “non prevede, fuori dalla zona rossa, deroghe rispetto alle regole ordinarie, urge che entro il 9 marzo le aziende facciano richiesta all’Inps previo accordo sindacale”.