25 Jan 2022
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Lettera aperta al Provveditore Regionale Amministrazione Polizia Penitenziaria Lombardia

Al Signor Provveditore Regionale Amministrazione Polizia Penitenziaria 
MILANO

                       e, p.c.

                                                               Al Signor Direttore  Casa Circondariale  PAVIA
                                                               Alle  Lavoratrici e ai Lavoratori presso la Casa Circondariale  PAVIA

LETTERA APERTA

Oggetto: Rivolta Casa Circondariale di Pavia – 8 marzo 2020 – “DESPONDERE SPEM MVNVS NOSTRUM”

Egregio Signor Provveditore,

com’è noto nella serata dello scorso 8 marzo, presso la Casa Circondariale di Pavia, diversi detenuti davano origine ad una vera e propria rivolta, appiccando le fiamme in più punti, bloccando due operatori, ai quali sottraevano le chiavi utilizzate successivamente per favorire la fuoriuscita dalle sezioni di decine e decine di detenuti che mettevano in atto una vera e propria devastazione dell’Istituto.

I fatti accaduti domenica hanno ulteriormente messo alla prova il personale, già oggetto, in altre occasioni, di diversi episodi di aggressione fisica che hanno costretto numerosi agenti a ricorrere alle cure dei sanitari.

La scrivente organizzazione sindacale, da tempo, è impegnata a denunciare le condizioni di precarietà in cui le lavoratrici e i lavoratori di Pavia sono costretti a lavorare.

La carenza di personale con delle vacanze in organico che che vanno dal 78% nel ruolo Ispettori al 97% del ruolo Sovrintendenti, il sovraffollamento della struttura con 700 detenuti presenti rispetto ai 500 posti regolamentari, le dotazioni di reparto quasi inesistenti, sono alcune di quelle problematiche che minano alla sicurezza della struttura e degli stessi lavoratori.

Le devastazioni di domenica e il rischio reale che la situazione degenerasse, causando eventi ancor più gravi,  sono il chiaro segnale della vulnerabilità di un’Amministrazione costretta a fare i conti con i problemi irrisolti la cui risoluzione, oggi, riteniamo non sia più rinviabile.

Signor Provveditore, di fronte a tutto questo non possiamo sottrarci dal manifestare il nostro disappunto sulla scelta di trasferire a Pavia, a due giorni di distanza da quelle devastazioni, un detenuto che nella struttura di provenienza era intento a promuovere azioni di protesta.

Tale scelta ci pare più che mai inopportuna in una struttura dove si contano ancora i danni materiali e dove il personale inevitabilmente deve fare i conti con quelle scene vissute di reale pericolo e con  il clima di tensione che si respira all’interno della struttura.

Signor Provveditore, da un’Amministrazione attenta semmai ci saremmo aspettati, per ovvi motivi, una scelta che andasse nella direzione esattamente opposta, ovvero il trasferimento da Pavia verso altri Istituti almeno di quei detenuti che si sono resi responsabili delle devastazioni.

Siamo consapevoli della drammatica situazione che sta attraversando il Paese ed è per questo che ci riserviamo, non appena cesserà l’emergenza, di mettere in atto ogni azione a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori della Casa Circondariale di Pavia.

Signor Provveditore, Le possiamo assicurare che le preoccupazioni e le rivendicazioni dei lavoratori rispondono esattamente al compito di voler garantire quella speranza, che è diventata la loro missione di vita, “DESPONDERE SPEM MVNVS NOSTRUM”, e alla quale credono ancora fortemente.

Per questo sentiamo il dovere di esprimere un ringraziamento al loro Direttore, al Comandante, agli operatori della Polizia Penitenziaria e a tutti i dipendenti, ai quali, senza alcun dubbio, va riconosciuta la professionalità e l’alto senso di appartenenza che, ad oggi, la stessa Amministrazione che li fa lavorare a “mani nude” non ha riconosciuto.

Pavia, 13 marzo 2020

Il segretario provinciale Riccardo Panella