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18 Ottobre 2021 - 16:08
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Covid-19 / Il lavoro agile alla Biblioteca Braidense di Milano

Bellavista (Fp Cgil): in questa situazione di emergenza c’è stata una grande collaborazione tra tutta l’amministrazione e la Rsu

17 mar. – Le ordinanze restrittive hanno imposto la chiusura, tra gli altri centri culturali, delle biblioteche. Per fermare le possibilità del contagio da coronavirus era necessario. Ma le attività delle lavoratrici e dei lavoratori non si fermano, come ci racconta Tina Bellavista, delegata Fp Cgil Milano, che lavora per la Biblioteca Nazionale Braidense.Siamo tutti in telelavoro, a casa abbiamo installato gli applicativi sul pc per la schedatura dei volumi. Abbiamo fotografato sui telefoni i dati dei libri da schedare. Abbiamo stampato i topografici, insomma tutto il materiale necessario per operare anche da remoto” spiega.

Quindi in biblioteca non c’è nessuno? “La Braidense è presidiata a turno da un amministrativo, da un custode casante che apre e chiude e da un funzionario – risponde -. Il minimo necessario per tenere i rapporti con la Pinacoteca e il Ministero. Va detto che in questa fase emergenziale tutta l’amministrazione, dal direttore generale James Bradburne ai funzionari di Biblioteca, insieme a tutta la Rsu, hanno lavorato senza sosta, impegnandosi al massimo per considerare al meglio tutto i casi personali delle lavoratrici e dei lavoratori. Anche la comunicazione tra gli uffici è stata chiara e veloce”.

Avete potenziato i servizi online, come è stato fatto con il sito della Pinacoteca di Brera, promotrice di una “resistenza culturale”? “La resistenza culturale della Braidense ha superato tutto nei secoli. Riuscirà anche stavolta” afferma Bellavista, chiudendo con un “ringraziamento speciale alle colleghe della segreteria di direzione e dell’ufficio del personale: hanno lavorato a più non posso per accelerare i tempi e fare in modo che tutto quadrasse e che tutti noi lavoratrici e lavoratori venissimo informati in tempi stretti e tutelati”.