3 Oct 2022
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La Nostra Famiglia / Sindacati chiedono di garantire i salari

Tramparulo (Fp Cgil Lecco): la posizione di chiusura dell’Associazione, se confermata, sarà un altro macigno per lavoratrici e lavoratori

1 apr. – L’assalto del coronavirus prima è alla salute delle persone poi è al lavoro. L’Associazione La Nostra Famiglia ha, in Lombardia, circa 1090 dipendenti, di cui circa 900 nella provincia lecchese. Salita ai disonori delle cronache per la decisione di passare il personale, con lo scorso febbraio, dal contratto nazionale della sanità privata (in attesa di rinnovo) a quello decisamente meno favorevole Aris Rsa, l’ente è rinomato nel settore della cura e riabilitazione delle persone con disabilità.

Cosa cambia col Covid-19? “Le misure restrittive hanno portato a una stretta delle prestazioni. Per le lavoratrici e i lavoratori lasciati a casa si è aperto il tema della tenuta delle retribuzioni. Oggi, in video conferenza, come Cgil Cisl Uil di categoria, con la Rsu e la Rsa, abbiamo chiesto all’Associazione di verificare la possibilità di applicare a tutto il personale della nostra regione il fondo integrativo salariale, anticipando le risorse per evitare che le tempistiche burocratiche ricadano sulle spalle dei lavoratori” racconta Lello Tramparulo, segretario generale Fp Cgil Lecco.

Richiesta accolta? “L’Associazione si è arroccata, per non dire della sua chiusura sulla decorrenza dell’accordo. Per noi parte dal 9 marzo scorso e non dal 17, sia per includere più lavoratori possibili, sia, soprattutto, per non prelevare dagli istituti contrattuali 2020, vedi ferie e banca ore. Considerata la dedizione delle operatrici e degli operatori, questa posizione dell’ente, se ribadita, sarà un altro macigno per tutti”.

Quindi? “Rispondo leggendo dal nostro comunicato unitario, per cui riteniamo che ‘quanto si sta verificando sul nostro territorio debba essere affrontato con grande senso di responsabilità. Tuttavia non siamo disposti a cedere, senza un giusto equilibrio, istituti e diritti in capo ai lavoratori della struttura che dimostrano quotidianamente la loro abnegazione e professionalità verso un’utenza che oggi più di ieri merita di essere tutelata”.