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24 Ottobre 2021 - 6:10
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Lavoro agile / Provincia di Pavia “in anticipo sui tempi”

De Biase (Fp Cgil): come Rsu abbiamo fatto una serie di proposte alla nostra amministrazione, cui chiediamo di essere all’avanguardia anche dopo il Covid-19

1 apr. – Una Provincia, quella pavese, in anticipo sui tempi sullo smart working. E tanto di cappello, viste le difficoltà cui sono andati incontro questi enti pubblici dopo la riforma Delrio. “Una ventina di dipendenti hanno sperimentato il lavoro agile da tempo, prima del Coronavirus. Ora siamo in 200, mentre una quarantina operano in sede in quanto addetti ad attività indifferibili” racconta Stefania De Biase, delegata Fp Cgil e componente della Rsu dell’ente.

Proprio la Rsu, scrivendo ai vertici di Piazza Italia, ha ricordato che “l’Amministrazione provinciale sin dal 2013 ha avuto la lungimiranza di promuovere, prima in via sperimentale e successivamente come modalità ordinaria, nuove forme di lavoro inizialmente con la regolamentazione e l’applicazione dell’istituto del telelavoro e successivamente con l’istituto dello smart working. La scelta della sperimentazione dell’istituto dello smart working è stata dettata dall’opportunità di esser stati scelti, con altri quindici enti, a far parte di un progetto promosso dalla Camera dei Deputati a livello nazionale”.

Questa modalità di lavoro, diventata forma ordinaria nelle Pa con la delibera adottata dalla Ministra Dadone per questa fase emergenziale, è un puntello del sindacato anche per far fronte alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. “Con la chiusura delle scuole a causa del Covid, il lavoro agile è diventato basilare in primis per lavoratrici e lavoratori genitori. Ma ci sono anche dipendenti che devono curare familiari anziani o disabili” evidenzia De Biase.

Nel documento che avete inviato come Rsu avete espresso richieste concrete che, con visione, guardano al domani, a una organizzazione del lavoro che migliora e riduce eventuali discriminazioni. Vuoi sintetizzarle?

“La nostra amministrazione ha avuto coraggio, ha tenuto nonostante certe ostilità iniziali allo smart working. Ora le chiediamo nuovo coraggio” inizia a rispondere la sindacalista. Cioè? “Scoppiata l’epidemia, la Provincia si è trovata spiazzata rispetto alla strumentazione da fornire alle lavoratrici e ai lavoratori per farli operare da remoto, per cui tra quelli oggi in telelavoro o lavoro agile c’è chi ha provveduto di tasca propria ad acquistare i pc. Ora chiediamo al nostro ente lungimiranza, procedendo alla sostituzione dei pc fissi con quelli portatili, anche qualora mancassero i finanziamenti statali. Questo porterebbe due vantaggi: un risparmio per l’amministrazione e l’accesso in modalità agile anche per quei dipendenti che, pur avendo i requisiti, per difficoltà economiche non possono permettersi di comprare pc”.

Insomma, portatili per tutti. “Prima ancora dell’oggetto in quanto tale è la modalità lavorativa che va prevista a monte, e la chiediamo anche per chi sarà assunto con i futuri concorsi. Ma abbiamo bisogno anche di informatici, sono pochi gli attuali, per cui va modificato il piano triennale dei fabbisogni di personale” aggiunge la delegata.

Ma non finisce qui. Avete chiesto di superare il telelavoro, che prevede una postazione fissa fuori dal proprio ufficio e una programmazione oraria più vincolante, con lo smart working che è una forma più flessibile, che dà più autonomia ai dipendenti sui tempi e i luoghi dove poter lavorare. “Le attività potrebbero essere organizzate anche per fasi, cicli, obiettivi. Puntiamo a coinvolgere tutto il personale, senza distinguere tra inquadramento, categoria, tipologia di rapporto di lavoro, come prevede peraltro la normativa. Perciò chiediamo, intanto, che venga aumentata di molto la percentuale di personale previsto dal “Piano triennale dell’utilizzo del telelavoro e del lavoro agile’”.

C’è altro? “Sì. Perché non destinare le risorse economiche inutilizzate proprio per incentivare questa modalità di lavoro? Ad esempio, visto che l’amministrazione non ha riconosciuto il buono pasto in favore di chi opera in telelavoro e smart working, queste somme potrebbero essere spese per comprare pc portatili già da quest’anno. La nostra amministrazione potrebbe mostrarsi all’avanguardia anche qui” chiude De Biase.