30 Nov 2021
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Covid-19 / Il servizio di igiene urbana nella bassa cremonese

Intervista a Alberto Cagozzi, Rsu Fp Cgil Cremona e Rlssa alla Casalasca Servizi

6 apr. – “Il nostro territorio, soprattutto nelle scorse settimane, è stato un crocevia di ambulanze. Ci saltavano i nervi al sibilo continuo delle sirene. Noi operatori per primi abbiamo posto subito la massima attenzione al coronavirus”. Alberto Cagozzi, 43 anni, da 13 lavora da autista alla Casalasca Servizi Spa, azienda di servizi di igiene urbana e ambientale, di cui sono azioniste anche 44 amministrazioni comunali della bassa cremonese. L’azienda, cui si accede per concorso, applica ai dipendenti il contratto Fise-Assoambiente. “Ma attendiamo con viva trepidazione che si giunga finalmente al contratto unico di settore” afferma Cagozzi che, oltre ad essere componente Rsu per la Fp Cgil, è anche rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Fa il pendolare, vivendo a Reggio Emilia, cioè a 54 km da Casalmaggiore, dove c’è la sede centrale del cantiere, con i suoi circa 54 operatori (altri 25 sono nel distaccamento di Cremona): “Quello che è successo nel cremonese sta arrivando anche qui. È importante collaborare tutti, le persone devono stare a casa, le attività non essenziali vanno fermate, altrimenti diventa un macello. Non sopporto certe dichiarazioni” dice. Cioè? “Vedi Trump o chi come lui in nome della produzione mette a rischio la vita delle persone”.

Come vi siete organizzati in azienda? “Fin da subito la nostra zona è stata martoriata. Il servizio che svolgiamo è uno di quelli essenziali, trattiamo anche la raccolta di materiali differenziati e indifferenziati dei presidi ospedalieri (vedi Oglio Po) e delle case di riposo: sin da subito abbiamo capito che bisognava predisporre misure a nostra sicurezza e tutela. Come previsto dal protocollo siglato a marzo abbiamo costituito un Comitato per seguire le precauzioni del caso e in alcuni aspetti le abbiamo incrementate. C’è stato immediato dialogo e collaborazione con l’azienda, che ha rispettato il bisogno di più sicurezza per il personale viaggiante, ci ha munito di gel igienizzante e alcol, di mascherine da cui si rifornisce sul mercato”.

Insomma, in materia di prevenzione del contagio, potreste essere un modello per tante altre aziende. “Con la salute e la vita delle persone non si scherza. Sul lavoro nessun operatore ha preso il Covid. E, nei fatti, abbiamo anticipato il protocollo per la sicurezza di lavoratrici e lavoratori del settore rifiuti siglato a livello nazionale lo scorso 19 marzo”.

Cos’è cambiato nel vostro lavoro quotidiano? “A parte la nostra soglia di allerta che si è alzata al massimo, convivendo con la paura del virus, è cambiato il rapporto con i cittadini. Facendo il porta a porta, loro ci rivolgono tante domande su come comportarsi. È come se si fossero resi conto dell’importanza del nostro servizio e di come loro possono, con il loro comportamento, renderlo più efficiente”.