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24 Ottobre 2021 - 5:11
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Covid-19 / Sul centro dedicato al Civile di Brescia

I sindacati scrivono al direttore generale dell’Asst Trivelli. Ronchi (Fp Cgil): le rappresentanze dei lavoratori vanno coinvolte

6 apr. – “Abbiamo appreso dai quotidiani e dai tg locali le informazioni. Quindi, non essendo stati coinvolti, non siamo in grado di esprimere giudizi o fornire suggerimenti proprio perché, pur rappresentando i lavoratori, non sono stati forniti elementi di conoscenza”. Fp Cgil-Cisl Fp-Uil Fpl bresciane hanno scritto oggi al direttore generale dell’Asst Spedali Civili Marco Trivelli in merito al nuovo centro dedicato al coronavirus. “È stato annunciato sabato scorso dall’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera. Dalla stampa sappiamo che dovrebbe avere 180 posti Covid come centro di ricerca e assistenza stabile per la provincia di Brescia” racconta Stefano Ronchi, segretario della Fp Cgil, sottolineando il mancato coinvolgimento delle parti sociali, mentre i dipendenti dell’ospedale chiedono informazioni più puntuali.

Cos’altro avete saputo? “Con 440 operatori e medici contagiati dal virus o in quarantena ne servono ora altri 600. Il personale dovrebbe essere recuperato in parte dalla dismissione di 100 posti letto (che scenderebbero così dai 1400 odierni a 1300) di varie specialità. Gallera vorrebbe il centro tra tre settimane all’interno del Civile e attraverso un percorso di accettazione e assistenza dei pazienti ‘blindato’. Al momento quell’ala individuata  è attiva per le degenze ordinarie.”

È fattibile? “L’ospedale ha una palazzina infettivi a se stante, separata dal resto dell’ospedale e che se fosse ampliata potrebbe ricevere parte dei posti letto previsti”.

Il sindacato cosa rivendica? “Intanto l’informazione di base dovuta, che hanno saltato. Immaginiamo che sia stata fatta una valutazione di sistema prima di lanciare questa ipotesi del centro Covid. Lavoratrici e lavoratori – e noi con loro – vogliono risposte sulla progettualità messa in campo per il post fase emergenziale. La partecipazione fa la differenza in questi processi. Noi, in quanto rappresentanze dei lavoratori, intanto chiediamo da subito l’applicazione del Protocollo siglato a livello nazionale con il Ministero della Sanità per garantire salute e sicurezza  alle lavoratrici e ai lavoratori, compresi i test diagnostici. E  un confronto costante, anche di monitoraggio, con gli Rls”.