25 Jan 2022
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Covid-19 e case di riposo lecchesi

I sindacati chiedono la verifica della corretta applicazione, nelle strutture per anziani, del “Protocollo per la prevenzione e la sicurezza dei lavoratori della Sanità Pubblica e Privata, dei Servizi Socio Sanitari e Socio Assistenziali in ordine all’emergenza sanitaria da Covid-19”. Elmo (Fp Cgil): prevenire è meglio che curare non è solo uno slogan

7 apr. – Aumentano le assenze per malattia delle lavoratrici e lavoratori delle case di riposo della provincia di Lecco. Il Covid-19 miete vittime tra gli ospiti e contagia il personale. Teresa Elmo, segretaria Fp Cgil Lecco, ieri ha fatto un primo punto della situazione con alcune delle direzioni sanitarie delle principali strutture per anziani del territorio. “La situazione è preoccupante, tranne una struttura dove non c’è traccia di contagiati, nelle altre 3 strutture interpellate il virus ha fatto breccia – racconta -. Spesso si lavora in carenza di camici e tute monouso, nonostante la consapevolezza di quanto i dispositivi di protezione individuale siano fondamentali”.

Situazione tamponi? “Come organizzazioni sindacali abbiamo chiesto la verifica di come sul territorio stia venendo applicato il Protocollo Salute’, che prevede che il personale sanitario e sociosanitario sia sottoposto ai test di laboratorio necessari a evidenziare la eventuale positività al virus. Le case di riposo con cui è stato avviato il confronto ad oggi rilevano che gli attuali protocolli adottati sono rivolti a testare i soli lavoratori e lavoratrici sintomatici e con non poca difficoltà nella gestione dei rapporti con l’ATS – risponde Elmo -. La tutela della salute degli operatori è fondamentale, per sé e per non contagiare gli altri. Prevenire è meglio che curare non è solo uno slogan. Certo – aggiunge – se il quadro è quello descritto e l’ATS non supporta adeguatamente questa profilassi tutto diventa più difficile”.

Ci sono stati decessi tra gli ospiti? “Prima di esprimerci sui numeri dobbiamo ultimare l’analisi complessiva delle case di riposo lecchesi. I decessi ci sono, ma molti resteranno solo sospetti Covid, visto che non saranno fatti accertamenti. Ma alle persone vive, agli anziani delle strutture – così come al personale, ribadiamo – i tamponi vanno fatti: per proteggerli, per curarli”.

Quali sono gli ostacoli? “Nel quadro critico generale, gli organismi preposti, cioè ATS e ASST, tardano a dare riscontro alla richiesta di sottoporre al tampone personale ed ospiti. Senza interventi concreti di prevenzione, il quadro potrà purtroppo solo peggiorare”.