8 Dec 2022
HomeMantovaRsa Baguzzi Dassù / Il 60% del personale in malattia, assistenza non garantita agli anziani

Rsa Baguzzi Dassù / Il 60% del personale in malattia, assistenza non garantita agli anziani

La decisione comunicata ieri al Prefetto. Tomasini (Fp Cgil Mantova): i nostri allarmi sono rimasti inascoltati. Su case di riposo e Rsa serve una presa in carico di Regione Lombardia

9 apr. – “La Fondazione Baguzzi Dassù ieri ha comunicato al Prefetto e all’Ats Val Padana che da oggi, 9 aprile, sono impossibilitati a garantire l’assistenza agli anziani a causa dei numerosi operatori contagiati dal Covid-19”. Al telefono Magda Tomasini, segretaria Fp Cgil Mantova, è stanchissima. “Sono giornate furibonde e frustranti sotto molti versanti. Anche a questa Rsa, come a case di riposo e strutture per anziani del nostro territorio, avevamo ribadito più volte che il personale andava munito di dispositivi di protezione. All’Ats continuiamo a chiedere, a vuoto, di fare tamponi a ospiti e lavoratori. Questi sono i risultati e noi siamo sempre più preoccupati” afferma.

La residenza sanitaria di San Martino dall’Argine ha 39 posti letto totali. “Ora gli ospiti sono 35, perché 4 sono deceduti nell’ultimo periodo. Fatti 14 tamponi, 10 persone anziane sono positive al virus” specifica Tomasini. Rispetto al personale? “16 sono complessivamente gli operatori socio sanitari e gli ausiliari socio assistenziali, di cui 10 in malattia e 5 perché Covid+. Gli infermieri sono 4, la metà in malattia perché positivi al virus”.

E adesso come si fa? “Mentre il Prefetto non risponde alle nostre sollecitazioni, l’Agenzia di Tutela della Salute ci ha comunicato di aver attivato la Protezione Civile e la Croce Rossa per dare alla Fondazione personale di supporto. L’Ats prevede anche la possibilità di spostare pazienti in strutture del territorio dove, a causa dei decessi, si sono liberati posti letto. Vedremo – sottolinea Tomasini – se sarà fattibile visto che l’Ats non fa i tamponi che sarebbero necessari e le strutture non prendono ospiti senza sapere se sono positivi o meno. L’unica che ha accettato Covid+ è stata la Rsa Serini di Sabbioneta”.

Come sindacato cosa rivendicate? “Quello che stiamo chiedendo dall’inizio: dispositivi di protezione e formazione per il personale, sorveglianza sanitaria per tutti, lavoratori e ospiti, applicazione delle misure di prevenzione disposte dai vari livelli istituzionali. Dopodiché – incalza – la questione di Rsa e case di riposo va presa in carico da Regione Lombardia. L’Ats sostiene che, in quanto private, queste strutture devono cavarsela con le loro gambe. Invece noi riteniamo che serva un coordinamento regionale, perché sono strutture convenzionate accreditate e, specie quelle più piccole, se non sostenute, in situazioni di crisi rischiano il collasso. Con tutte le possibili ricadute sulle persone coinvolte”.