29 Nov 2021
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Sacra Famiglia di Regoledo / I sindacati inviano nota di diffida in merito alla gestione dell’emergenza da Covid-19

Concil (Fp Cgil Lecco): “Chiediamo che lavoratrici e lavoratori siano tenuti al rispetto e al diritto di tutte le misure di prevenzione individuate e che la Fondazione, quindi, si assuma la responsabilità di applicare disposizioni e norme”

14 apr. – Cgil Cisl Uil di categoria hanno inviato oggi una diffida alla Sacra Famiglia di Regoledo di Perledo, con un avviso perentorio: se entro 15 giorni dal ricevimento della nota la Fondazione non provvederà a tutte le misure di prevenzione e gestione dell’emergenza sanitaria, i sindacati passeranno le consegne ai propri uffici legali. “Stanno aumentando le persone positive al virus, sia tra le file degli utenti sia tra quelle delle lavoratrici e dei lavoratori. Un trend emerso dall’inizio di questa epidemia che, per quanto inaspettata, andava affrontata più tempestivamente. Dopo settimane, ancora non ci siamo. E intanto ci sono state disposizioni nazionali e regionali, intanto è stato firmato il Protocollo con il Ministero della Salute per garantire la tutela e la sicurezza dei lavoratori e degli ambienti di lavoro” afferma Flavio Concil, segretario Fp Cgil Lecco.

I dati sono ufficiosi: almeno 9 persone sono decedute tra gli ospiti e una trentina di operatori sono in malattia, tra cui “12 sicuramente Covid+. Una è una nostra delegata, tuttora positiva (col marito) dopo un mese” precisa il sindacalista.

Quali sono le criticità principali che avete rimarcato nella diffida? “Nella struttura di Regoledo ci sono circa 120 lavoratrici e lavoratori, che vanno e vengono dalle loro case, e quindi possono potenzialmente diffondere il virus ovunque. Gli ospiti, va da sé, sono soggetti già fragili. Per questo chiediamo che mascherine, occhiali, guanti, camici, insomma tutti i dispositivi di protezione del caso siano forniti a tutto il personale, anche a quello che opera in reparti non Covid. Anche perché è molto difficile, nella struttura, mantenere la distanza regolamentare di un metro. Tra gli interventi necessari – aggiunge Concil – ci sono la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica degli ambienti, inclusi gli spogliatoi, dove lasciare gli indumenti da lavoro. Vanno anche rivisti l’orario e organizzazione del lavoro del personale sanitario e ausiliario che gestisce pazienti Covid: dal momento in cui gli operatori ‘si bardano’ non possono più accedere ai bagni o ad altri servizi primari”.

A Sacra Famiglia cosa chiedete? “Chiediamo che lavoratrici e lavoratori siano tenuti al rispetto e al diritto di tutte le misure di prevenzione individuate e che la Fondazione, quindi, si assuma la responsabilità di applicare tutte le disposizioni e norme, a ogni livello emanate, e di verificarle con costanza. Questo significa monitorare i comportamenti dei lavoratori, dare loro, rapidamente, adeguati dispositivi di protezione, attivando percorsi di formazione ad hoc. Significa documentare ogni possibile rischio, dai doppi turni ai richiami in servizio e a condizioni di lavoro particolarmente pesanti. Significa reclutare tutto il personale necessario per far fronte all’emergenza e tutelare la salute e sicurezza di operatori sanitari e Asa anche attraverso un monitoraggio clinico.  E se la temperatura superasse i 37,5° a tutti dovrà essere fatto il tampone, anche agli ospiti!” incalza Concil.