29 Nov 2021
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Sacra Famiglia: Diffida per le misure di prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19

Lecco, 14 aprile 2020

Alla C.A. Istituto Sacra Famiglia Presidente Don Marco Bove
Direttore Generale Dott. Paolo Pigni
Direttore Sanitario Dott.ssa Sussele Mayan
Direttore del personale Dott. Alessandro Palladini
Direzione delle Unità Residenziali Dott. Michele Restelli
Direttore Filiali Lecchesi Dott. Pier Antonio Rizzi
Medico del Lavoro Rosanna Cricelli
R.S.P.P. Margherita Capello

Loro Sedi

E alla cortese attenzione Ill.mo Prefetto di Lecco Dott. Michele Formiglio
ATS Brianza Direzione Generale Dott.  Silvano Casazza

OGGETTO: diffida per le misure di prevenzione e gestione dellemergenza epidemiologica da COVID-19

La rapida evoluzione dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione dell’epidemia COVID-19 richiede che si forniscano utili indicazioni specifiche per l’espletamento delle attività professionali in coerenza con le indicazioni del Ministero  della salute e con le disposizioni del Governo e della Regione Lombardia, nonchéé  nel  rispetto  del  “Protocollo  condiviso  di  regolazione  delle  misure  per  il  contrasto  e  il contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro” sottoscritto in data 14 marzo 2020,   a  tutela   della  salute  di  tutti i lavoratori  e  dei   cittadini  impegnati   in   questi  giorni  a contrastare/contenere tale diffusione.

Prendendo atto della drammatica evoluzione sanitaria in essere, non possiamo più esimerci dal richiedere a codesta Amm.ne di prendere in seria considerazione la gravità della situazione.

Si evidenzia che la struttura di Regoledo è stata una delle prime realtà del comparto sociosanitario del nostro territorio a registrare già nei primi giorni del contagio un considerevole numero di operatori e ospiti affetti da Covid-19.

È nostra convinzione che le misure precauzionali già prese, presso La Fondazione Sacra Famiglia non siano ancora del tutto adeguate.

Sottolineiamo che nelle manovre di igiene e nella movimentazione dei pazienti è impossibile mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro previste dall’ultima ordinanza Governativa del 7 marzo 2020 (che indica di usare mascherine chirurgiche ma mantenendo la distanza prevista) a tutela della salute di utenti e lavoratori.

Evidenziamo anche che i lavoratori venendo dall’esterno possono essere portatori asintomatici di Virus e trasmetterlo al paziente; per cui è necessario che tutti i lavoratori destinati a reparti non covid-19 siano dotati di dpi necessari (mascherina chirurgica, guanti etc.).

Segnaliamo inoltre:

• la mancanza di formazione del personale sanitario e ASA nella gestione dei pazienti sospetti.

I lavoratori sono tenuti al rispetto e al diritto di tutte le misure di prevenzione individuate, in aderenza agli obblighi di cui all’art. 20 del D.lgs. 81/2008 e s.m.i. Il c. 1 del ’art. 20 del citato decreto, secondo cui “ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti su luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni…”, applicato al contesto del settore sanitario evoca la riflessione sulla stretta relazione tra la tutela della salute (art. 32 della Costituzione Italiana) e sicurezza sul lavoro e la gestione del rischio clinico, ancora più pregnante e critica in situazioni di gestione di epidemie.

Le Scriventi OO.SS., al fine di comprendere al meglio quali siano stati gli interventi attuati fino ad oggi e quale saranno le azioni future da intraprendere per contrastare tale diffusione, chiedono:

• che vengano forniti a tutti i Lavoratori/Lavoratrici adeguati Dispositivi di Protezione Individuale in base al rischio covid-19.

• si rammenta che ai sensi del succitato Protocollo qualora il lavoro imponga di lavorare a distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative è comunque necessario luso delle mascherine, e altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici, ecc.…) conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie;

• che l’Azienda assicuri la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago come previsto da decreto-legge.

• che l’Azienda provveda alla organizzazione degli spazi e alla sanificazione degli spogliatoi per lasciare nella disponibilità dei lavoratori luoghi per il deposito degli indumenti da lavoro e garantire loro idonee condizioni igieniche sanitarie; • che venga rivisto l’orario lavorativo e la riorganizzazione del personale sanitario e ASA destinati ai reparti covid-19, in quanto impossibilitati ad accedere ai servizi primari della persona stessa, causa vestizione prevista da decreto ministeriale per la gestione del paziente Covid-19.

• che vengano attuate tutte le linee guida e protocolli univoci sui comportamenti di prevenzione per gli Operatori sanitari e non sanitari a contatto con l’utenza garantendo l’applicazione.

• che vengano attuate tutte le modalità di reclutamento di personale per supportare le attività emergenziali in atto.

• di documentare ogni rischio, prolungamento e doppi turni, richiami in servizio e condizioni di lavoro particolarmente gravose a cui siano sottoposti tutti i lavoratori.

• di porre alla Vostra attenzione la necessità di adottare misure straordinarie a garanzia della salute e sicurezza dei lavoratori impegnati in tutte le sedi lavorative

• che vengono messe in atto le variazioni come da delibera regionale XI 2986 del 23 marzo 2020:

le strutture sanitarie attuino un monitoraggio clinico degli operatori sanitari con rilevazione della temperatura corporea prima dell’inizio del turno di lavoro;

il rilievo del rialzo della temperatura oltre i 37,5 °C comporti, per gli operatori sanitari, leffettuazione del tampone naso-faringeo per ricerca di SARS-CoV-2 e l’allontanamento dal luogo di lavoro con sospensione dell’attività lavorativa;

Il fatto di prevedere che questi lavoratori, pur se sottoposti a sorveglianza sanitaria, continuino a lavorare anche se potenzialmente infetti, correndo così il rischio di svolgere una involontaria funzione di diffusori del contagio dentro le strutture e dentro il proprio nucleo familiare, è cosa che reputiamo profondamente sbagliata e che va quanto prima corretta, perchéé rischia di alimentare la diffusione del virus e di deprivare a breve termine il contingente di personale.

Stante l’emergenza sanitaria in corso siamo chiamati tutti alla responsabilità, maggiormente chi ricopre ruoli di pubblica utilità; i datori di lavoro hanno il dovere di tutelare il diritto alla salute delle lavoratrici e dei lavoratori.

Ove le misure adottate non dovessero rispettare quanto prescritto dalla normativa procederemo a segnalare agli organi competenti le inadempienze ai sensi di quanto previsto dal d.lgs. 81/2008 e delle disposizioni previste per lemergenza Coronavirus dai provvedimenti Nazionali e Regionali e dalle Ordinanze, a tutela dei lavoratori e dei cittadini.

PREMESSO CHE

• presso la struttura della Fondazione Sacra Famiglia di Regoledo di Perledo sono stati registrati molti casi di infezione da COVID 19;

•  che i dpi necessari non sono stati forniti in maniera tempestiva e adeguata.

•  che ai lavoratori non è stata fornita tempestivamente adeguata formazione sul rischio

POSTO CHE
• ai sensi dell’art 2087 c.c. e del D.lgs. 81/2008 esiste una responsabilità solidale, anche di carattere oggettivo, tra i soggetti sopra citati e riteniamo tale comportamento lesivo delle norme (legali e contrattuali) delle prerogative sindacali delle scriventi Organizzazioni Sindacali, che ricordiamo sono firmatarie del contratto nazionale di riferimento.

Pertanto si ribadisce come i lavoratori e i pazienti sono stati esposti a gravi rischi per la loro salute (vedi numero di personale risultato positivo al tampone Covid-19)

Pertanto le scriventi O.S., rilevato il ritardo della distribuzione dei presidi sanitari sopra indicati ritengono Fondazione Sacra Famiglia responsabile di tutti i danni alla salute ai quali i lavoratori e le lavoratrici ed pazienti potranno andare incontro.

Pertanto, invita codesta Amm.ne a provvedere immediatamente ad un controllo di tutti i lavoratori e pazienti sospetti da patologie respiratorie e con febbre, al fine di verificare eventuali positività al COVID-19 e porre in essere tutte le attività necessarie per la tutela del diritto alla salute del personale.

Ciò genera una responsabilità oggettiva, da parte Vostra nei confronti degli operatori e degli ospiti, Vi invitiamo e diffidiamo dal perdurare nel circostanziato ed illegittimo comportamento, mette in mora: riservandosi di dare mandato, in caso di mancata adesione entro 15 giorni dalla ricezione della presente diffida, ai propri uffici legali per intraprendere tutte le azioni giuridiche atte a tutelare i lavoratori interessati.

Distinti Saluti

FP CGIL Lecco Flavio Concil, CISL FP MB-LC Franca Bodega, UIL FPL del Lario Vincenzo Falanga