9 Dec 2021
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Confronto Cgil Cisl Uil con Ordine delle assistenti sociali su Covid-19

Comunicato stampa congiunto

In data 21 aprile 2020 si è tenuto un incontro in videoconferenza con le Organizzazioni Sindacali CGIL CISL e UIL sull’emergenza COVID 19 che ha presentato da subito evidenti ricadute anche nella dimensione sociale della vita delle persone la cui salute è determinata dallo stato di benessere psicofisico e appunto sociale.

Gli assistenti sociali impegnati nel sistema sanitario e sociosanitario lombardo sono stati chiamati a svolgere i propri interventi all’interno delle organizzazioni e degli enti in tutta la Regione, certamente nelle “retrovie” rispetto ad altri professionisti, ma in situazioni molto complesse e umanamente difficili.

Anche nell’emergenza, il sistema funziona grazie alle competenze di tutti i professionisti che vi operano; professionisti di diverse discipline che devono essere tutti valorizzati e riconosciuti nelle specificità delle loro funzioni.

Gli assistenti sociali degli ospedali, nella fase iniziale dell’emergenza, hanno dovuto gestire un numero di dimissioni protette evidentemente molto superiore alla norma, al fine di rendere disponibili posti letto dedicati all’emergenza, cercando soluzioni adeguate a livello territoriale, dando comunque continuità all’attività di routine.

Hanno incontrato, quando necessario, le persone positive al COVID 19 ricoverate nei reparti e collaborato con il  personale  sanitario  per  l’individuare  le  soluzioni  per  garantire  l’isolamento  sociale  al momento  della dimissione, quando le condizioni sociali non ne consentivano il rientro al domicilio.

Nei servizi territoriali: SERT, Consultori, CPS, gli Assistenti Sociali hanno gestito le ricadute che l’isolamento sociale ha avuto su situazioni personali e famigliari molto fragili, assicurando la continuità dei servizi in presenza, e intervenendo per contenere gli effetti del lockdown.

Nelle ATS hanno collaborato nella definizione di percorsi dedicati ai soggetti più fragili fungendo da ponte ed elemento di connessione tra il sistema sanitario e sociosanitario con il sistema sociale territoriale, cercando di superare gli ostacoli presenti a più livelli nell’ attivare percorsi integrati con i servizi sanitari territoriali, spesso rivelatisi l’anello fragile del sistema.

In questi due mesi, ancora una volta, abbiamo riscontrato che lo “sguardo sociale” nella programmazione degli interventi di emergenza sanitaria è stato, e continua essere, limitato se non assente. Manca la valutazione e l’analisi dell’impatto sociale che il virus e la pandemia stanno producendo a livello di comunità e questo non favorisce la progettazione di interventi sociali e sociosanitari efficaci e veramente risolutivi delle problematiche. Le unità di crisi sono composte solo da figure sanitarie, mentre ci troviamo già ora, e lo saremo sempre di più, di fronte al crescere di fragilità sociali. È necessario e fondamentale che sia rinforzato il Servizio sociale ospedaliero e che sia previsto un investimento sul comparto sociale in sanità. Senza una previsione specifica che integri questa situazione non sarà possibile lavorare per presidiare situazioni legate a temi cruciali come dipendenze, salute mentale, disabilità e cure palliative.

Per questo l’Ordine degli Assistenti Sociali ritiene che gli aspetti su cui portare l’attenzione della Regione siano questi:

1.   Riconoscimento delle funzioni e valorizzazione del Servizio sociale professionale e degli assistenti sociali come componenti specifiche del sistema sanitario e sociosanitario regionale, attraverso l’identificazione delle relative aree di intervento nei piani per la gestione dell’emergenza COVID e della fase che seguirà.

2.   Potenziamento dell’organico di assistenti sociali nei medesimi enti attraverso stabilizzazioni e nuove assunzioni, in considerazione degli effetti, ormai chiaramente previsti da più analisti oltre che dai dati realtà, che la pandemia avrà sulla salute delle persone inserite nella proprio conteso familiare e sociale.

3.   Presenza di assistenti sociali in tutti gli ospedali del territorio regionale.

4.   Avvio di programmi di una medicina territoriale fortemente integrata con il servizio sociale interno al sistema sanitario che effettui una presa in carico complessiva dei bisogni e problemi sociosanitari delle persone con fragilità e vulnerabilità sociali,  attraverso ad esempio ad una effettiva implementazione dei PreSST, rimodulazione del modello di presa in carico della cronicità, alla sperimentazione di nuovi modelli organizzativi territoriali (es. studi associati MMG e AS già attiva nella Regione Marche).

5.   Nel brevissimo periodo: inserimento degli assistenti sociali dei servizi sanitari e sociosanitari nei programmi di vigilanza sanitaria che stanno per essere avviati e riconoscimento del rischio di esposizione al contagio per i colleghi che in questi mesi hanno lavorato in presenza all’interno degli ospedali e nelle strutture residenziali sociosanitarie.

I Segretari Generali hanno illustrato la piattaforma normo – economica al Presidente che il sindacato ha presentato alla Direzione Generale e all’Assessore Regionale del Welfare evidenziando e valorizzando il ruolo delle figure tecniche e sanitarie in base al grado di esposizione del rischio.

Il Presidente, nel recepire le istanze del sindacato ha apprezzato l’attenzione posta alla professione che rappresenta, sollecita la richiesta, già presentata in altre sedi, di istituzione e previsione nei prossimi POAS delle ASST, ATS e degli IRCCS del Servizio Sociale Professionale quale unità organizzativa diretta da un responsabile assistente sociale con funzioni di direzione della specifica area professionale.

Le Segreterie Regionali  FP CGIL G.Creston –  CISL FP M. Ongaro –  UIL FPL D.Ballabio –  La Presidente a.s.s. Mirella Silvani Ordine Assistenti Sociali Consiglio Regionale della Lombardia