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18 Ottobre 2021 - 16:58
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Covid-19 / Siglato con Maugeri accordo sul Fis

Creston (Fp Cgil): l’intesa è positiva, un utile strumento per gestire questa fase critica generata dall’emergenza epidemiologica

21 apri. – Siglato nei giorni scorsi tra sindacati e Istituti Clinici Scientifici Maugeri un accordo per l’attivazione del Fis. Il fondo di integrazione salariale coprirà il periodo dal 30 marzo al 31 maggio 2020 e interesserà 14 sedi della Fondazione, di cui 10 in Lombardia. Precisamente: l’amministrazione centrale (3 dipendenti) e  gli istituti di Pavia (via Maugeri, 123 dipendenti; via Boezio, 27), Milano (via Clefi, 2 dipendenti; via Camaldoli, 38), Tradate (21), Castel Goffredo (13), Lumezzane (44), Lissone (8).

“Il Covid-19 ha portato a un necessario riassetto delle attività, impattando su quelle ambulatoriali, riabilitative e amministrative, che hanno subito una riduzione se non la sospensione, per favorire l’uso di posti letto a sostegno della rete assistenziale pubblica provata dall’emergenza epidemiologica – spiega Gilberto Creston, segretario Fp Cgil Lombardia -. Da qui questo accordo che è un utile strumento per gestire questa fase critica e lavoratrici e lavoratori ne saranno informati dall’azienda che programmerà l’interruzione delle loro attività”.

Lavoratrici e lavoratori, prima di accedere al Fis che durerà 9 settimane, dovranno aver esaurito le ferie 2019 e le ex festività maturate al 29 febbraio 2020. “Non potendo prevedere quanto si protrarrà l’attuale emergenza, Maugeri ha dato la sua disponibilità a effettuare un’equa rotazione del personale sotto Fis, verificandola con le organizzazioni sindacali e prevedendo il suo ricorso o per l’intera giornata o per alcune ore – aggiunge Creston -. Nel caso ci fossero evoluzioni della situazione, variazioni all’organizzazione del lavoro e dei servizi saranno affrontate con il confronto sindacale. In più è previsto un monitoraggio mensile sull’applicazione di questo accordo, nel corso del quale non ci potranno essere licenziamenti collettivi. L’accordo è positivo – evidenzia il sindacalista – perché prevede l’anticipo del Fis da parte dell’azienda e quindi non lascia lavoratrici e  lavoratori senza reddito in attesa dell’intervento dell’Inps, prevede il mantenimento degli assegni familiari e riconosce la maturazione dei ratei di ferie e tredicesima”.