25 Jan 2022
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Palazzo Ducale di Mantova verso la fase 2?

Nella giornata internazionale dei musei, intervista a Giuseppe Franco, Rsu Fp Cgil, in uno dei poli culturali più importanti di Mantova: “La cultura, come tutte le passioni, salva la vita. Lavorare sicuri significa tutto. Significa lavorare, altrimenti non sarebbe lavoro”

18 mag. – “Probabilmente a Mantova riapriremo il 2 giugno. Il colpo è stato duro, per la nostra piccola città, che è sostenuta dal turismo, a partire dai due musei principali: Palazzo Ducale e Palazzo Te”. Giuseppe Franco è delegato Rsu della Fp Cgil a Palazzo Ducale e oggi, 18 maggio, nella giornata internazionale dei musei, al messaggio lanciato dalla Fp Cgil nazionale “La cultura ci salva. Ripartiamo sicuri”, fa una integrazione. Così: “La cultura, come tutte le passioni, salva la vita”. E alla domanda, cosa significa per te lavorare sicuri? Risponde: “Lavorare sicuri significa tutto. Significa lavorare, altrimenti non sarebbe lavoro”.

Commentare un pensiero così denso di valore è superfluo. Torniamo a Palazzo Ducale. Raccontaci del vostro lavoro sotto Covid-19. “La fase 1, come in tutti i settori, è stata brutta e disorientante. Per noi lavoratrici e lavoratori è stata quasi una tragedia ritrovarci a casa all’improvviso, tra le incertezze di un virus che spaventa molto. Siamo circa una cinquantina, la maggioranza donne, sotto organico e con un’età media alta. Io per primo ne ho 59. Tra molte colleghe e colleghi la paura del contagio arriva fino al panico, alcuni di loro hanno anche 65 anni. Da quanto dicono gli esperti sanitari si è categoria fragile a questa età. Per fortuna nessuno al momento è stato toccato dal virus. Per quanto mi riguarda – aggiunge Franco -, l’attività sindacale mi ha coinvolto abbastanza da non sentire un’acuta mancanza del posto di lavoro. Comunque a turno una ventina di noi è sempre andata a Palazzo”.

Cosa c’è da fare a porte chiuse? “Il Ducale ha una superficie di 34mila metri quadrati. Ci sono da verificare, attraverso i monitor della centrale operativa, i vari sistemi di allarme (anti intrusione, anti incendio). Una persona all’ingresso fa entrare le operatrici e gli operatori che quotidianamente fanno le pulizie e la sanificazione. Facciamo sopralluoghi nelle varie stanze per arieggiare e dare luce, per controllare gli impianti di luce notturna, e così via”.

Il lavoro agile è stato applicato? “Sì, per tutti. In sostanza facciamo formazione a distanza, con fascicoli sulle opere conservate al Ducale, sulla storia dell’arte, sugli impianti. Ma anche sul Covid”.

La recente adesione, per i Beni Culturali, al Protocollo sicurezza già siglato unitariamente lo scorso 3 aprile con la ministra della Pubblica Amministrazione è un atto importante e doveroso per garantire salute e sicurezza ai lavoratori e ai cittadini. A Palazzo Ducale ci sono state misure di protezione? “Dal primo allarme abbiamo lavorato con i dispositivi di protezione individuale e da subito abbiamo osservato le regole: accogliendo a distanza i turisti, dando loro il gel igienizzante per le mani, prendendo diverse precauzioni, ad esempio non consegnando a mano il biglietto ma mettendolo sopra un tavolino”.

In attesa di riaprire, come vi state muovendo sul piano sindacale? “Con diversi incontri, in video conferenza, proviamo a escogitare soluzioni per la ripartenza. Proprio questa mattina si è riunito il Comitato Covid, composto da membri della Rsu e dell’Amministrazione, per individuare possibili percorsi. Come primo step all’aperto, sia in ingresso che in uscita, con visite ai giardini – Giardino dei Semplici, cortile della Cavallerizza -. Successivamente con un percorso del Ducale che rispetti tutte le indicazioni di sicurezza, dalla misurazione della febbre come criterio di accesso alle visite contingentate”. (ta)

La cultura ci salvaRipartiamo ma sicuri#18maggio – Giornata Internazionale dei Musei#InternationalMuseumDay #IMD2020

Pubblicato da Funzione Pubblica Fp Cgil Beni Culturali su Domenica 17 maggio 2020