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14 Luglio 2020 - 13:43
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Medici in Mobilitazione Permanente

Per difendere il Servizio Sanitario Nazionale Unico e Universale, azzerando l’imbuto formativo e investendo sulle risorse professionali necessarie per garantire, con qualità, il diritto alla salute di tutti

29 mag. – Da Nord a Sud Italia, oggi la piazza è dei “Medici in Mobilitazione Permanente, uniti per il Servizio Sanitario Nazionale”. Sono le giovani e i giovani medici, gli studenti di medicina, i cosiddetti ‘camici grigi’, cioè medici neo-laureati e neo abilitati, i medici precari, in formazione specialistica, i corsisti di medicina generale che oggi manifestano per chiedere una riforma del sistema formativo. Forti di una certezza: la pandemia ha mostrato, implacabile, gli effetti dei tagli alla sanità pubblica.

“In questi mesi più che mai abbiamo dimostrato il nostro ruolo fondamentale nel Servizio Sanitario Nazionale, il più delle volte senza le adeguate tutele, quasi sempre senza il giusto riconoscimento, talvolta vedendoci pubblicamente denigrare – scrivono nel loro appello -. Siamo medici costretti in un limbo di precarietà ed incertezze dall’assurdità dell’imbuto formativo, impossibilitati a formarci in modo da rispondere alle esigenze di salute della popolazione. Siamo convinti della necessità di una riforma globale, che riguardi tutta la filiera formativa e lavorativa medica, dai corsi di laurea, alla formazione specialistica e generalista, all’assunzione nel SSN, al ruolo del medico del territorio”.

La Fp Cgil Medici e Dirigenti del Servizio sanitario nazionale e l’Unione degli Universitari (Udu) appoggiano questa mobilitazione. Dopo anni di lotte, solo l’emergenza pandemica ha indotto il Governo ad allargare di 4.200 posti i contratti di formazione specialistica, ma ancora non bastano a soddisfare i fabbisogni formativi e di salute. Chiediamo una profonda e completa revisione della filiera formativa e una maggiore integrazione dei servizi sanitari, a partire da quelli territoriali che soffrono da troppi anni della discontinuità organizzativa con la Medicina Generale. È necessario rilanciare l’unità di sistema dalla formazione all’organizzazione dei servizi” dichiarano.

Ieri su Facebook la Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn ha lanciato un post di sostegno con le foto dei segretari di tutta Italia della Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN. Per la Lombardia, a rappresentare sanità pubblica e privata e medici di medicina generale, le foto di Bruno Zecca, Luca Semeraro e Giorgio Barbieri.

Quest’ultimo sui social è attivo da giorni per questa campagna. “Per rilanciare il servizio sanitario unico e universale bisogna investire sul futuro e sulle risorse umane e professionali che questi giovani rappresentano: l’imbuto formativo va azzerato, con un rapporto 1:1 tra neolaureati e borse di formazione specialistica; nel contratto del medico in formazione specialistica vanno riconosciute guardie e straordinari e introdotte  forme contrattuali di formazione lavoro adeguate – spiega Barbieri -. E va assolutamente riconosciuto il ruolo fondamentale della medicina del territorio, parificando la formazione dei medici di medicina generale e quella dei medici di formazione specialistica”.

Diritto allo studio, alla formazione e alla salute si tengono insieme. “Pensiamo che per poter agire al di fuori delle logiche di mercato sia necessario avere medici numerosi e formati adeguatamente, con tutele e garanzie per il loro lavoro. Investire e migliorare la formazione medica quindi non è una battaglia esclusiva di noi medici in formazione, ma rappresenta la base per la tutela della salute dei cittadini” affermano i Medici in Mobilitazione permanente. Sottolineando un dato: “il 52% dei medici europei è italiano. Sono tutti nostri colleghi emigrati perché le condizioni in cui siamo non gli permettevano o di specializzarsi o di trovare uno sbocco lavorativo soddisfacente”.La lotta non si fermerà a oggi. “Noi, tutte e tutti insieme, ci coordineremo per lanciare dei segnali forti alla Politica che ci siamo, che esistiamo, che non lasceremo correre. È il momento di essere uniti, saldi verso un’azione che ponga una prospettiva più ampia del solo aumento dei contratti, verso un’evoluzione culturale della figura del Medico in formazione. Per la salvaguardia del nostro lavoro e del servizio sanitario nazionale. Vogliamo tutto, lo vogliamo adesso. La salute non è in vendita. Noi non ci fermeremo. Siamo i Medici in Mobilitazione Permanente”. (ta)

Anche dalla Lombardia con i nostri segretari e responsabili Fp Cgil Medici della sanità pubblica e privata e della…

Pubblicato da Funzione Pubblica Cgil Lombardia su Giovedì 28 maggio 2020