30 Nov 2021
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Ieri angeli e oggi…

Domani, a Brescia, flash mob organizzato dalla Fp Cgil per il rinnovo del contratto della sanità privata. Il settore interessa 18 cliniche del territorio e circa 4500 addetti. All’iniziativa, che guarda allo sciopero del prossimo 18 giugno, parteciperà anche Mirella Fadani, operatrice socio sanitaria a Villa Barbarano

8 giu. – Mirella Fadani, 60 anni, lavora da 16 anni come operatrice socio sanitaria a Villa Barbarano che, con Villa Gemma, rappresenta un fiore all’occhiello tra le case di cura private specializzate nella riabilitazione del bresciano, di proprietà di Marco Bonometti, Presidente di Confindustria Lombardia.

Fadani domani parteciperà al flash mob organizzato dalla Fp Cgil Brescia davanti alla casa di cura Città di Brescia (via Bartolomeo Gualla 15, dalle ore 10,30 alle 11.30) per il diritto al rinnovo del contratto della sanità privata fermo da 13 anni, quasi 14.

“I lavoratori sono stanchi di aspettare e si mobilitano per far rispettare i loro diritti e la loro professionalità messa a disposizione dell’utenza tutti i giorni e in particolare, insieme ai lavoratori del settore pubblico, per salvare vite umane dalla pandemia Covid 19 che ha visto purtroppo Brescia come una delle zone più colpite – sostiene il sindacato. Temendo che, dopo “applausi” e “cuoricini”, acclamazioni da angeli ed eroi, queste lavoratrici e lavoratori restino ancora una volta con il cerino in mano. “È una vergogna sociale, in un paese che si definisce europeo, il vedere professionisti che hanno curato e salvato vite umane costretti a scioperare e a sacrificare parte del loro salario mensile per far valere quello che dovrebbe essere loro riconosciuto”.

Ma torniamo a Fadani, orgogliosa di essere delegata sindacale, di avere fatto iscrivere alla Cgil negli ultimi mesi 70 persone e di aver fatto realizzare 70 spille dove si denuncia “Lavoratore senza contratto nazionale da 13 anni”. La lavoratrice racconta di essere stata assunta direttamente da Villa Barbarano soltanto un anno fa. “Ho lavorato inizialmente attraverso un’agenzia del lavoro e poi anche attraverso una cooperativa di Udine che produceva prosciutti. Sono stati anni difficili ma, grazie alla Fp Cgil, dopo 13 anni in appalto a cooperative, il servizio è stato re-internalizzato. Abbiamo sempre lottato e lotteremo”, sottolinea.

La lotta prosegue il 18 giugno, con lo sciopero nazionale. Cosa chiedi al prossimo rinnovo contrattuale? “Il riconoscimento delle mansioni di noi operatrici e operatori socio sanitari. Purtroppo per molti il rinnovo significa solo avere un aumento dello stipendio. È comprensibile, ma non è solo questo. Ad esempio, per noi i carichi di lavoro sono tremendi. A Villa Barbarano siamo in 3 oss ad occuparci di 36 pazienti, la maggior parte allettati. I tempi sono corti per preparare i pazienti per la palestra, ad esempio. Facciamo un lavoro usurante. E poi ci sono gli imprevisti, il nostro è un ospedale. L’organizzazione del lavoro e la gestione del personale sono importanti – aggiunge -. Ci sono croniche carenze di organico. E allora per noi possono verificarsi anche demansionamenti, visto che di ausiliarie ce n’è pochissime, 1 è in ferie, 2 sono in malattia”.

Altro nervo scoperto sono i salti riposo. “Ci sono stati pagati solo con il Covid: io a marzo ho lavorato 200 ore, saltando tutti i riposi. Ma abitualmente non succede così, finisce tutto nel monte ore. Gli infermieri hanno anche 150 ore da recuperare. Io credo sia giusto e legittimo chiedere, con il prossimo contratto, che lavoratrici e lavoratori possano decidere se poter recuperare i riposi o averli pagati”. (ta)