11 Aug 2022
HomeMilanoDagli incrementi in busta alla valorizzazione professionale: Sanità Privata, contratto subito!

Dagli incrementi in busta alla valorizzazione professionale: Sanità Privata, contratto subito!

Susanna Calti lavora in Multimedica, alla San Giuseppe di Milano. È delegata della Fp Cgil. Sul rinnovo contrattuale dice: “Confido nella Cgil, nel lavoro che il sindacato sta portando avanti unitariamente. Ce la faremo”

10 giu. – “Lavoro in Multimedica dal 2006, da quando in pratica il contratto nazionale della sanità privata non viene rinnovato”. Susanna Calti, 54 anni, parteciperà convinta allo sciopero indetto per il 18 giugno dalle categorie di Cgil Cisl Uil. “14 anni di blocco sono tanti davvero – dice -. Lavoro da amministrativa alla Direzione sanitaria, la stessa posizione da quando sono stata assunta e da cui sono stata postata anche in virtù della mia attività sindacale”. Calti racconta di essere stata demansionata quando è passata alla segreteria dialisi e di aver riacquisito il suo ruolo passando dalla sede di Sesto San Giovanni alla clinica San Giuseppe di Milano.

Da delegata sindacale raccolgo i problemi che mi segnalano le lavoratrici e i lavoratori. Ad esempio la gestione discrezionale dei permessi quando un lavoratore deve magari assistere un parente che è stato operato. Si chiedono 5 giorni di permesso ma a questo numero non si arriva mai. Per quanto riguarda le ferie, abbiamo un accordo interno che prevede si possano iniziare a usufruire dal 15 giugno ma ancora non hanno dato il via libera. Succede tutti gli anni, non solo in questo segnato dal Covid”.

Un altro punto che Calti evidenzia sono le progressioni di carriera. “Negli anni le lavoratrici e i lavoratori sviluppano e migliorano professionalità e competenze. Di questo si tiene poco conto e con il nuovo contratto ci aspettiamo in merito una svolta. Gli infermieri devono aspettare 25 anni per avere un passaggio. Gli operatori socio sanitari sono praticamente sempre al punto di partenza, eppure imparano anche loro e sono risorse preziose per l’azienda”.

Citavi il Covid, che ricadute avete avuto? “L’azienda ha dichiarato la caduta delle prestazioni per cui è stato attivato il fondo di integrazione salariale, soprattutto per il personale amministrativo. In questo frangente faranno utili utilizzando il Fis che ha penalizzato i lavoratori e adesso, oltre ai soldi dei ricoveri Covid (che verranno pagati dai 700 ai 1000 euro al giorno), Multimedica vuole recuperare il budget perduto e sta facendo in modo di negare le ferie a chi per mesi ha lavorato sotto stress coi tutoni e le mascherine, a volte anche ammalandosi. A differenza di altre strutture della sanità privata, vedi l’Humanitas, non ci sono stati premi per il personale coinvolto nell’emergenza sanitaria, se si escludono i 100,00 euro assegnati dal governo a tutti i lavoratori di tutti i settori che a marzo hanno continuato a lavorare nonostante il virus. Abbiamo anche dovuto combattere per avere le mascherine e solo ora, dopo le nostre pressanti richieste, stanno ultimando il posizionamento dei separatori in plexiglass. Uno smacco per il personale sanitario è stato  – aggiunge – l’indennità infettiva, che è stata quantificata in 1,03 euro al giorno. Pensare che la sanità privata fa gli utili e mortifica i dipendenti così fa male e fa rabbia. Io credo che questo nuovo contratto non solo sia doveroso ma ce lo strameritiamo tutti. Confido nella Cgil, nel lavoro che il sindacato sta portando avanti unitariamente. Ce la faremo”. (ta)