25 Sep 2022
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Sanità privata: la preintesa c’è e ora si vota

Sanità privata: la preintesa c’è e ora si vota

Dopo 14 anni, ieri è stato siglato il rinnovo contrattuale con Aris e Aiop. In Lombardia interessa circa 40mila lavoratrici e lavoratori. “È un buon contratto, che sana l’iniquità del diverso trattamento con le lavoratrici e i lavoratori della sanità pubblica” afferma Manuela Vanoli, segretaria generale regionale Fp Cgil. Con lei Creston, segretario con delega alla sanità: “Questo contratto dal percorso travagliatissimo ricompensa ora, a nostro avviso, anni difficili: ne chiederemo conferma alle lavoratrici e ai lavoratori”

11 giu. – “In Lombardia, la mobilitazione per questo rinnovo contrattuale negli anni è stata costante, con presidi e flash mob, con scioperi e manifestazioni al gelo o sotto un sole rovente, con campagne social e interviste e conferenze stampa. Non sono mancate dimostrazioni neanche nel corso di eventi sportivi, abbiamo fatto di tutto per denunciare il vergognoso comportamento delle controparti Aris e Aiop che hanno fatto trascinare le trattative per 14 anni. L’ultima spallata è stata il presidio organizzato dalla Fp Cgil a Brescia davanti a una clinica del gruppo San Donato due giorni fa. Ringrazio per questo segretarie e segretari, delegate e delegate, e le lavoratrici e i lavoratori che hanno dato man forte a questa battaglia, sia a livello unitario che come Cgil. Adesso si ricomincia con le trattative per il contratto Rsa”. Manuela Vanoli, segretaria generale Fp Cgil Lombardia, è particolarmente soddisfatta per il “risultato importantissimo e storico” che si è raggiunto ieri con la sottoscrizione della preintesa del contratto nazionale della sanità privata. “È un buon contratto, che sana l’iniquità del diverso trattamento con le lavoratrici e i lavoratori della sanità pubblica. Non era giusto, visto che facendo uno stesso lavoro crediamo fermamente si debbano avere stesso salario e stessi diritti. Sulle lavoratrici e i lavoratori della sanità privata per troppi lunghi anni si sono scaricate le scelte delle aziende datoriali che, vuoi per stato di crisi vuoi per mere speculazioni a vantaggio dei propri profitti, hanno misconosciuto l’apporto dei propri dipendenti, tra sacrifici e mortificazioni. Ma orgoglio e dignità non si barattano e la lotta, pur lunga e durissima, ha pagato”.

A sintetizzarci i punti salienti della preintesa, che a livello nazionale interessa oltre 100mila lavoratori e nella nostra regione circa 40mila, è Gilberto Creston, segretario Fp Cgil Lombardia con delega alla sanità.

Sia dal punto di vista economico che normativo ci sono importanti avanzamenti. L’incremento medio mensile, a decorrere dal prossimo 1° luglio, è di 154 euro per la categoria D (pari al 4,21%), naturalmente da riparametrare per tutte le altre. È prevista una ‘una tantum’ esentasse, riparatoria dello stallo contrattuale, pari a 1000 euro, che sarà erogata in due tranche, la prima (550 euro) nella busta di luglio, la seconda (450 euro) nella busta di ottobre 2020” spiega il sindacalista.

Migliorano e vengono ampliati anche i diritti, a partire dai permessi retribuiti, tra cui le 12 ore annue per visite mediche ed esami. Malattia, ferie, orario di lavoro e riposi giornalieri, formazione, il contrasto alle aggressioni del personale e del precariato, le relazioni sindacali e la rappresentanza sindacale sono altri capitoli di rilievo. “I tempi di vestizione e passaggio di consegna – tema molto sentito dai lavoratori – sono stati portati a 14 minuti all’interno dell’orario di lavoro – spiega Creston -. Viene separato il comporto della malattia da quello dell’infortunio, escludendo dallo stesso comporto i giorni per le terapie salvavita, inclusi quelli che servono a recuperare dai loro effetti collaterali. L’orario di lavoro giornaliero non può superare le 12 ore, vengono garantite 11 ore di riposo consecutive senza deroghe e viene introdotto l’orario di lavoro flessibile. Finalmente le ferie, come vuole la Costituzione, vengono garantite almeno per 2 settimane consecutive, dal 15 giugno al 15 settembre. La formazione avrà un suo fondo annuale unico”.

Il segretario evidenzia anche l’articolo contrattuale specifico “ed è la prima volta che viene fatto in un ccnl” per stoppare le aggressioni al personale sanitario e la clausola che vincola alla stabilizzazione i lavoratori a tempo determinato. “Sul fronte più prettamente sindacale, viene rafforzata la contrattazione aziendale e viene dato più ruolo ai delegati sia Rsu che rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Questo contratto dal percorso travagliatissimo ricompensa ora, a nostro avviso, anni difficili: ne chiederemo conferma alle lavoratrici e ai lavoratori. Se lo sciopero del 18 giugno viene revocato, il confronto con Aris e Aiop non finisce, visto che le operatrici e gli operatori delle Rsa attendono il rinnovo da ben 8 anni. E come Cgil ci piacerebbe, questa volta firmarlo il contratto, perché davvero valido”. (ta)