28 Nov 2022
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Al presidio della Lomellina urgono psichiatri

Sturini (Fp Cgil Pavia): “Il problema delle salute mentale mai come ora deve essere all’attenzione del Sistema Sanitario Regionale”

12 giu. – “Il problema delle salute mentale mai come ora deve essere all’attenzione del Sistema Sanitario Regionale. Le delibere di Regione Lombardia prevedono la presa in carico del paziente cronico, perciò servono subito assunzioni di psichiatri, in modo da poter dare risposte alle richieste sempre più in aumento della popolazione”. Patrizia Sturini, segretaria Fp Cgil Pavia, denuncia la forte carenza di personale medico all’unità operativa complessa di psichiatria della Lomellina. “I medici da 7 sono scesi a 4, due si sono licenziati è uno è in malattia da 6 mesi. Il reparto di psichiatria di Vigevano (16 posti letto), dopo 2 mesi è ancora chiuso a causa dei medici che si sono ammalati di Covid. L’ambulatorio di Garlasco, che era attivo 2 mezze giornate alla settimana, è stato sospeso e ciò vuol dire che i pazienti vengono dirottati nel centro psico-sociale di Vigevano che ha già una lunga lista di attesa, mentre i Cps di Mede e Mortara sono ormai al collasso. La situazione dei servizi territoriali è a tal punto drammatica – rileva la sindacalista – che accade anche che chi ha vinto i due concorsi banditi per psichiatri poi rinuncia all’incarico per le troppe difficoltà”.

Sturini riferisce che questi medici sono fortemente a rischio di stress da lavoro correlato, oltre a provare un impotente senso di solitudine. “Oltre ai normali turni di lavoro, devono garantire anche il servizio di reperibilità per le urgenze: se chiamati di notte per una emergenza in pronto soccorso, la mattina dopo devono comunque presentarsi in servizio”.

La Fp Cgil ha già segnalato la questione ai vertici della Asst Pavia con due lettere, una del luglio 2019 e l’altra delle scorse settimane. “L’azienda sanitaria da un lato inquadra la carenza di medici psichiatri come comune a tutto il paese, dall’altro sostiene di svolgere un costante lavoro per reclutare queste figure professionali ma con scarsi esiti – racconta Sturini -. Purtroppo la situazione è solo peggiorata: ai centri psico-sociali oggi non arrivano solo le solite richieste di attività ma anche quelle legate alla paura del coronavirus. Non è più possibile fare finta di nulla, stiamo rischiando di non poter più garantire i servizi a una fascia di utenza fragile e in aumento, oltre che di mettere a rischio la salute stessa degli operatori sanitari”. (ta)