8 Dec 2022
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Ripartiamo dai distretti sanitari

Domani secondo presidio unitario sotto Regione Lombardia. Obiettivi principali: sorveglianza epidemiologica, medicina di territorio e continuità assistenziale. Vanoli (Fp Cgil Lombardia): la pandemia ha mostrato le lacune del sistema sanitario lombardo ma la salute delle persone è una priorità a prescindere

18 giu. – Seconda tappa della mobilitazione unitaria confederale per rivendicare un nuovo “Patto per la salute” in Lombardia. Domani, sotto il Palazzo della Regione, dopo il presidio del 19 giugno incentrato sulle Rsa, Cgil Cisl Uil, insieme alle categorie della funzione pubblica e ai sindacati dei pensionati, manifestano perché si riprenda “dai fondamentali del sistema sanitario”: prevenire è meglio che curare. Lo ha drammaticamente mostrato il coronavirus che, per quanto inaspettato, ha trovato già a monte il mancato aggiornamento del piano pandemico regionale e la fragilità della rete delle cure primarie e della medicina di base.

“Domani tutti insieme rilanceremo le nostre proposte che vedono, tra gli obiettivi, quello della sorveglianza epidemiologica, con il potenziamento di ruolo ed organici dei dipartimenti di igiene e prevenzione, dei servizi ispettivi e di medicina del lavoro. Oltre che la riorganizzare della medicina territoriale, dai medici di base alla continuità assistenziale, primi presidi a tutela della salute della popolazione. Se avessero avuto le adeguate protezioni e i dovuti strumenti, questi servizi di prossimità avrebbero potuto reggere meglio all’urto del virus, risparmiando vite, a partire da quelle di tanti medici e operatori purtroppo caduti – afferma Manuela Vanoli, segretaria generale Fp Cgil Lombardia -. Il modello lombardo, centrato sull’ospedale, ha mostrato le sue lacune e va ripensato. Il sistema ha retto grazie alla professionalità e ai grandi sacrifici delle lavoratrici e dei lavoratori impegnati in prima linea a gestire il Covid-19. Se la fase più dura dell’emergenza sanitaria parrebbe esaurirsi, non solo non sappiamo le prossime evoluzioni del virus ma le ricadute di servizi e prestazioni sospese per mesi già iniziano a farsi sentire. La salute delle cittadine e dei cittadini, delle persone, è una priorità a prescindere. Chiediamo un’organizzazione della rete di cura e assistenza che sia all’altezza di questa tutela, che includa anche le condizioni di chi lavora per garantirla”. (ta)