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18 Ottobre 2021 - 16:07
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Uniti per il Servizio Sanitario Nazionale

Venerdì 19 giugno, alle ore 16 in Piazza Della Vittoria a Pavia, presidio dei ‘Medici in mobilitazione permanente’, insieme a Udu e Fp Cgil pavesi

18 giu. – “Continueremo a scendere in piazza fino a quando la vergognosa e, ormai, insostenibile condizione dei medici bloccati nell’imbuto formativo sarà superata, la rete formativa sarà ampliata, tutti e tutte avranno una formazione medica post-laurea di qualità e uniforme su tutto il territorio nazionale, il contratto di formazione medica garantirà i diritti dei medici in formazione e rispetterà il loro lavoro e verrà restituito alla medicina territoriale il ruolo cardine che ha nel garantire assistenza alla popolazione”. Così, in una nota stampa, l’Unione degli universitari di Pavia, nel lanciare la manifestazione di domani dei ‘Medici in mobilitazione permanente’ che vedrà anche la piazza pavese (piazza della Vittoria, ore 16), tra quelle coinvolte nel paese, in un presidio cui parteciperà anche la Fp Cgil e che proprio oggi trova l’adesione del coordinamento degli specializzandi delle Università Lombarde.

Dopo le iniziative di maggio, la gioventù medica torna a rivendicare la necessità di poter completare la propria formazione e uscire dal limbo che la blocca perché non vengono messe a disposizione borse di specializzazione in numero sufficiente. Fenomeno aggravato da un contesto segnato dalla cronica carenza di specialisti e di fughe all’estero di quanti cercano prospettive migliori rispetto all’incertezza che trovano in Italia. Studenti universitari, medici neo laureati e neo abilitati, i ‘camici grigi’, i medici precari, in formazione specialistica e corsisti di medicina generale chiedono consistenti investimenti in tutta la filiera formativa medica, e, così, che vengano approvati gli emendamenti proposti al Decreto Rilancio. Ma anche chiamano a un ruolo più attivo regioni ed enti locali, a garanzia del diritto alla salute di cittadine e cittadini. “È necessario azzerare l’imbuto formativo dell’accesso alle specializzazioni arrivando ad un rapporto fra borse bandite e candidati di 1:1, equiparare i percorsi di formazione di medicina generale e quelli di medicina specialistica, dando loro pari dignità e coniugando maggiormente la medicina del territorio e la medicina ospedaliera, riformare il contratto di formazione specialistica aggiornando gli aspetti economici ed inserendo tutele sindacali minime anche per queste figure, potenziare l’Osservatorio per la formazione medica specialistica e ampliare la rete formativa” afferma Elisabetta Franchina, studentessa di medicina e rappresentante Udu pavese in Consiglio Nazionale Universitario.

“L’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia Covid-19 ha messo in ginocchio un sistema sanitario che è stato sempre più impoverito negli anni e dove le condizioni di lavoro sia nei reparti sia nei servizi territoriali per carenza di personale infermieristico e medico erano precarie. Tant’è vero che medici laureandi e specializzandi sono subentrati in prima linea a supportare i medici strutturati per assistere i pazienti Covid – spiega Patrizia Sturini, segretaria Fp Cgil Pavia -. Purtroppo le prospettive non sono rosee se si stima che nel 2015 al Servizio Sanitario Nazionale mancheranno circa 17mila medici specialisti. Per questo bisogna assolutamente siano stanziate risorse per incrementare i posti per i corsi di formazione specialistica, analizzando quali vadano maggiormente potenziati per la copertura del servizio sanitario”.

Per la dirigente sindacale, “Da tempo, ormai, il numero dei laureati in medicina è superiore ai posti banditi per le specialità. Nei prossimi 5 anni ci saranno più medici che andranno in pensione (oltre 14mila) rispetto a quelli che si specializzeranno, inclusi i medici di medicina generale. Non possiamo permetterci di perdere un patrimonio cosi importante – aggiunge -. Bisogna formare e tutelare questi nostri medici e progettare una medicina territoriale che risponda al fabbisogno reale del sistema sanitario e socio sanitario”. (ta)