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14 Luglio 2020 - 12:42
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Nel mantovano si lavora al rilancio delle Rsa

Attivato il tavolo tecnico tra Ats, Asst, enti gestori e sindacati. Tomasini (Fp Cgil): “Il Covid-19 deve servire da lezione”

25 giu. – Riunito da remoto, nei giorni scorsi, il primo tavolo tecnico sulle Rsa. Chiesto dalle categorie di Cgil Cisl Uil all’ultimo incontro in prefettura, è stato voluto per affrontare le varie problematiche emerse nella fase acuta dell’emergenza pandemica. “Il Covid-19 deve servire da lezione per non ripetere gli errori fatti nelle strutture sanitarie assistenziali, dove tante persone anziane sono morte e tante operatrici e  operatori sono rimasti contagiati dal virus” riferisce Magda Tomasini, segretaria Fp Cgil Mantova.

Le preoccupazioni segnalate dai sindacati al tavolo riguardano la tenuta dei livelli occupazionali a fronte dei numerosi posti letto rimasti vuoti a causa dei decessi, i pochi infermieri rimasti nelle Rsa e la difficoltà a recuperarne altri dopo il travaso di questo personale dalle strutture private agli ospedali sotto emergenza. “Se arrivasse una seconda ondata, queste strutture riusciranno a tutelare con adeguati dispositivi di protezione le lavoratrici e i lavoratori, e relativa formazione? Questo è un altro tema che abbiamo posto” aggiunge la sindacalista.

L’ingresso di nuovi ospiti sarà autorizzato dalle Rsa mentre Ats Val Padana valuterà le certificazioni rese dalle strutture e farò controlli a campione. “In vista del prossimo incontro, previsto nella terza settimana di luglio, abbiano chiesto di avere una fotografia della situazione di ogni Rsa. Nel nostro territorio sono 55 – afferma Tomasini – . Importante è stato attivare questo confronto tra Ats, Asst, enti gestori e sindacati per cercare soluzioni alle diverse criticità. Ci vorrà tempo perché i posti letto delle residenze siano di nuovo tutti occupati e i costi gestionali incidono moltissimo nella tenuta complessiva del sistema. Circa 500 operatrici e operatori (sui 2900 totali) sono stati messi in Fis, il fondo di integrazione salariale, cioè la cassa integrazione di cooperative e fondazioni. L’Ats ci ha dichiarato – continua – che anche Regione Lombardia deve fare la sua parte nel rilanciare la rete territoriale, anche con nuove modalità di intervento. Concordiamo”.

Tomasini sottolinea positivamente “l’atteggiamento più responsabile dell’Ats che farà da cabina di regia nell’organizzazione dei servizi, in un’ottica di lungo respiro e non con provvedimenti tampone. Inoltre, se dovessero riesplodere focolai nelle Rsa, questa volta le persone ospiti saranno spostate in strutture ad hoc che saranno individuate dopo le nuove disposizioni della Regione. Ci sembra un’ottima notizia. Per il momento siamo alla elaborazione di nuovi piani di ingresso, ma si è partiti con il piede giusto”. (ta)