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18 Ottobre 2021 - 17:22
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Necrologi neri sotto le sedi dell’Inps

La Fp Cgil a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori dell’istituto previdenziale. Per la coordinatrice Trevisani, quello di Casa Pound è un ingiusto attacco a lavoratrici e lavoratori che non hanno responsabilità della crisi economica. Per la segretaria generale lombarda Vanoli, il tema riguarda ‘inaccettabili violazioni della nostra Costituzione antifascista’

8 lug. – Sotto le insegne dell’Inps delle croci nere. Sono necrologi, di persone morte in attesa della cassa integrazione. È accaduto in giro per l’Italia e anche in diverse sedi della Lombardia, che si sono ritrovate con manifesti funebri targati Casa Pound.

“Questa azione ad opera della destra più becera rappresenta un grave attacco alle lavoratrici e ai lavoratori dell’Inps che hanno lavorato incessantemente per erogare i propri servizi alle cittadine e ai cittadini e lo hanno fatto con i mezzi a loro disposizione e secondo le disposizioni previste per gli ammortizzatori sociali e i cosiddetti prodotti Covid, cioè le misure di sostegno al reddito e alle famiglie legati alle norme per contenere il contagio” commenta Antonella Trevisani, coordinatrice Fp Cgil Inps.

A livello nazionale, da gennaio a maggio sono state autorizzate 1,7 miliardi di ore di cassa integrazione. “Da gennaio a oggi le pratiche lavorate corrispondono, di massima, al doppio di quelle lavorate per l’ultima crisi economica del 2008/2009. In tutte le sedi Inps, anche quelle lombarde –  evidenzia Trevisani -. Le lavoratrici e i lavoratori Inps non sono responsabili della crisi economica dovuta a un evento straordinario come la pandemia”.

Per la segretaria generale Fp Cgil Lombardia Manuela Vanoli, “le campagne di pancia di certo non contribuiscono a risolvere i problemi. Sull’Inps si sono scaricate le domande di welfare sociale arrivate in contemporanea da un intero paese messo in stato di blocco. Le lavoratrici e i lavoratori dell’istituto hanno lavorato senza sosta, anche di notte, per cercare di rispondere agli utenti. La fase è complessa, le criticità ci sono, ma non sono accettabili attacchi strumentali e denigratori verso chi ha lavorato il più possibile per espletare le pratiche. A tutte e tutti loro va la nostra solidarietà”.

La dirigente sindacale sottolinea un altro punto critico: “Sono altrettanto inaccettabili le violazioni della nostra Costituzione antifascista e Casa Pound lo è. Il tema è molto serio, riguarda la nostra libertà e la nostra democrazia. Come Fp Cgil, a partire dalle delegate e dai delegati nei posti di lavoro, continueremo a praticare quella funzione partigiana che rappresenta saldo legame con il dettato costituzionale, pratica democratica, aperta e solidale”. (ta)