30 Nov 2021
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Ersaf / Sindacati lombardi contro l’ipotesi di azzeramento dell’ente

Pirovano (Fp Cgil): non c’è un progetto chiaro di riforma, diciamo no a logiche di interesse a danno di un patrimonio comune. Non serve un nuovo ente burocratico e privo di un ruolo effettivo. L’Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste va salvaguardato, e con esso tutte le lavoratrici e i lavoratori

15 lug. – “L’ipotesi ci preoccupa, vi vediamo diversi profili di discutibilità: l’Ersaf è un ente importante per la nostra regione, in termini di tutela ambientale, della fauna e della biodiversità, per i settori agroforestale, zootecnico, della produzione alimentare, per la gestione dei territori montani, delle emergenze ambientali, del Parco Nazionale dello Stelvio di ambito lombardo. È importante per il suo ruolo di innovazione e sostenibilità, per i progetti portati avanti con l’Unione Europea dalla valorizzazione del patrimonio naturale a quella dei prodotti agricoli e di filiera corta. Ha due aziende sperimentali che sono un nostro fiore all’occhiello, quella pavese di Riccagioia e quella mantovana di Carpaneta. Ha professionalità e competenze, attraverso le sue lavoratrici e lavoratori, che sono da valorizzare e non certo da mortificare o disperdere”. Lucilla Pirovano, coordinatrice delle funzioni locali per la Fp Cgil Lombardia, riferisce in merito a una novità estiva di Regione Lombardia, che parrebbe essere in procinto, attraverso un progetto di legge da varare entro fine anno, di cestinare l’Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste e crearne uno, Lombardia Foreste, che se nel nome dice il suo obiettivo, non ne palesa la sua marginalizzazione.

Come spiega Pirovano, Lombardia Foreste “manterrebbe solo una parte delle competenze di Ersaf, passando alla Giunta Regionale le funzioni più prettamente agricole. Non è ancora chiaro cosa succederà agli altri pezzi dell’ente, non c’è un progetto chiaro di riforma e temiamo che si sprechino competenze ed esperienze essenziali burocratizzando le professionalità che saranno portate negli uffici di Palazzo Lombardia, ma anche lasciando a casa lavoratrici e lavoratori, vedi i 160 forestali con contratto stagionale o gli impiegati a tempo determinato, per i quali invece chiediamo non solo garanzie di continuità ma anche di proseguire nel percorso di stabilizzazione”.

Così le categorie lombarde della funzione pubblica e dell’agroindustria di Cgil Cisl Uil, hanno già alzato gli scudi. “Ersaf ha oltre 20 strutture in Lombardia e decine di tecnici altamente qualificati. Ha un bilancio positivo e ha un consiglio di amministrazione che, con la presenza delle opposizioni, è pratica di vita democratica. Perché svuotarlo di funzioni e competenze, incamerandone qualcuna negli uffici di Palazzo Lombardia? Perché privarlo della sua autonomia?”. “Il nuovo ente sarebbe controllato direttamente dalla maggioranza, con il Cda azzerato e un presidente nominato dalla Giunta regionale –  spiega Pirovano -. Ci pare una mera operazione di propaganda, i tagli ai costi di funzionamento sarebbero piccoli. Mentre, ad esempio, le due aziende gioiello di Riccagioia e Carpaneta da centri autonomi di ricerca e sperimentazione rischierebbero di essere considerate solo per i loro utili, e magari pure adocchiate da qualche multinazionale”.

“Al momento Ersaf garantisce la gestione omogena del patrimonio forestale, dei suoli agrari e della produzione agroalimentare della Lombardia. Sarebbe un errore gravissimo se si giungesse alla sua frammentazione – aggiunge la sindacalista -. Come Cgil appoggiamo politiche volte al ‘Green Deal’ che questo ente regionale può mettere in pratica se salvaguardato nella sua integrità, mettendo a valore il suo ruolo, le sue esperienze e le competenze maturate. E non invece smembrandolo per logiche di interesse, a danno del bene comune”. (ta)