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26 Settembre 2021 - 12:36
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Sanità lombarda: cambiare modello

Ieri presidio dei sindacati davanti alla Asst di Monza. Goldonetto (Fp Cgil): chiediamo una sanità vicina ai cittadini, nei fatti non solo sulla carta

16 lug. – Cambiare il modello lombardo di sanità. Questo hanno rivendicato ieri Cgil Cisl Uil di Monza e Brianza, con le categorie della funzione pubblica e i sindacati dei pensionati, al presidio organizzato davanti all’Azienda socio sanitaria territoriale, meglio nota come ospedale San Gerardo. “Quella di ieri è solo l’ultima di una serie di iniziative che da tempo mettiamo in campo, perché abbiamo la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla sanità pubblica nella nostra regione. È ormai tristemente noto che in Lombardia abbiamo avuto il più alto tasso di contagiati e di decessi da Covid-19 e che quindi la gestione della sanità non ha funzionato come avrebbe dovuto. Ma la pandemia ha solo evidenziato inefficienze e difficoltà del nostro sistema che noi chiediamo di modificare da molti anni” sostiene Tania Goldonetto, segretaria generale Fp Cgil Monza Brianza.

Il modello ospedalocentrico inaugurato con Formigoni e proseguito con Maroni e Fontana ha mostrato i suoi limiti di fronte all’impatto imprevisto con il virus. “Quello che è successo è il risultato di più di vent’anni di politiche sanitarie che hanno centralizzato i servizi negli ospedali e favorito il crescere della sanità accreditata, trascurando, invece, i servizi territoriali. Politiche che sono andate in direzione diversa rispetto a quella prevista dalla legge regionale 23/2015 che voleva la creazione di presidi territoriali per avvicinare i servizi sanitari ai cittadini e alleggerire i carichi negli ospedali”.

Il progetto è rimasto incompiuto? “Nulla di tutto ciò è stato fatto. Il nostro territorio è povero di servizi e questo fa sì che, al bisogno, i cittadini si rivolgano o agli ospedali o alle strutture private. Da qui poi nascono, ad esempio, i lunghi tempi di attesa e le code interminabili agli sportelli” risponde Goldonetto.

Quindi? “Chiediamo e continueremo a chiedere, con tutte le iniziative e le forme di lotta necessarie, di dedicare le risorse stanziate dal governo e quelle europee allo sviluppo dei servizi territoriali e all’assunzione di personale. Solo al San Gerardo abbiamo più di 300 dipendenti in somministrazione, che da tanti anni lavorano fianco a fianco con i dipendenti dell’ospedale. Bisogna cambiare modello sanitario regionale e prevedere un piano straordinario di assunzioni”

Intanto vi preparate alla nascita dell’Asst della Brianza, un’unica grande azienda con l’ex distretto di Desio riassociato a Vimercate. “Sarà costituita l’anno prossimo, mentre il San Gerardo diventerà Irccs, Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico. Per questo riteniamo sia urgente tornare a discutere con noi di investimenti e di riorganizzazione del servizio. Creare un’unica Asst rischia di allontanare i cittadini dal servizio pubblico se non si creano presidi territoriali vicini a loro – commenta la segretaria generale -. Si deve garantire la continuità assistenziale, prevedendo la presenza di medici, infermieri, assistenti sanitari in grado di essere a sostegno e in rete con gli ospedali. Oggi abbiamo un buco importante nel servizio di cura domiciliare e, con la pandemia, questo si è visto in maniera importante. I medici di medicina generale sono stati abbandonati a se stessi e non potevano occuparsi di pazienti, ad esempio, messi in quarantena per contagio – aggiunge Goldonetto -. Regione Lombardia aveva promesso la creazione delle Usca, le unità speciali di continuità assistenziale, con l’arrivo di 400 medici ma, di fatto, si sono ridotte a poche unità. Quello che chiediamo è la creazione vera, e non solo sulla carta, di distretti nei quali sviluppare luoghi polifunzionali dove sviluppare prevenzione e erogare servizi”. (ta)