12 Aug 2022
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Sistema 0-6: presidio regionale il 23 luglio

Organizza Fp Cgil Lombardia davanti alla Prefettura di Milano, alle ore 17. La coordinatrice Pirovano: ‘ripartire e farlo in sicurezza è indispensabile’

22 lug. – Domani si torna in piazza, con presidi e flash mob, per reclamare la ripartenza dei servizi educativi all’infanzia a settembre e perché sia in totale sicurezza per bambine, bambini e personale educativo. L’appuntamento per la Lombardia è a Milano, dove la Fp Cgil organizza un presidio regionale davanti alla Prefettura, in corso Monforte 31, alle ore 17.

La pandemia ha inferto un colpo duro al sistema integrato 0-6 anni, pubblico e privato, che ha chiuso i suoi portoni, con tutte le ripercussioni del caso sia sul percorso di crescita sociale dei piccini sia sul lavoro, specie di chi in appalto e convenzione. Ma anche per i rischi di esternalizzazione che corrono i servizi comunali.

“In quei portoni vogliamo che i bambini rientrino, nessuno escluso – afferma Lucilla Pirovano, coordinatrice Fp Cgil Lombardia -. Per questo la sicurezza è indispensabile, come è necessario avere gli spazi adeguati e una formazione specifica per educatrici ed educatori, vista la fase inedita e specifica. Tutto ciò si traduce in investimenti: le risorse economiche che deve garantire il governo per riaprire in Lombardia il 7 settembre, e le risorse umane basilari. Condividiamo la preoccupazione delle famiglie che sono in attesa di perfezionare l’iscrizione agli asili nido e alle scuole dell’infanzia dopo l’estate: nessun bambino deve essere escluso. Servono subito nuove assunzioni: concorsi pubblici, graduatorie in essere da prorogare, stabilizzazione dei precari, le possibilità ci sono per rafforzare gli organici e così non escludere nessuno. Come sindacato – aggiunge Pirovano – crediamo anche che il perimetro pubblico vada salvaguardato il più possibile contrastando i processi di esternalizzazione che si stanno tentando in diversi territori, oggi anche con la scusante del Covid. Questo per evitare di abbassare l’asticella della qualità del servizio quando si potrebbe profilare il rischio – ed è una storia che in Lombardia ben conosciamo – di rendere ad esempio il nido come unità di offerta sociale quando deve essere invece di offerta educativa, per il diritto di bambine e bambini a evolvere nel modo migliore”. (ta)